Il Tirreno

Lucca

In consiglio comunale regolamento di conti interno al centrodestra, con lo spauracchio dei franchi tiratori

Martedì si vota la sfiducia ad Agnitti

Ilaria Bonuccelli
Una seduta del consiglio comunale a Palazzo Santini
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Una seduta del consiglio comunale a Palazzo Santini

Se passa la mozione, il Pdl deciderà se far cadere l'amministrazione Favilla

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 LUCCA. I voti si conteranno martedì, in consiglio comunale. Le mozioni di sfiducia nei confronti del presidente dell'assemblea, Marco Agnitti, uomo del Pdl, sono state messe all'ordine del giorno della seduta, secondo il volere dei capigruppo.  Secondo i gruppi che le hanno presentate - Forza Lucca, Governare Lucca e Pd - la sfiducia dovrebbe passare e quindi il presidente del consiglio comunale dovrebbe essere sostituito già nella prima seduta utile dopo il 28 che potrebbe essere anche il 30 settembre se martedì la maggioranza non riuscirà a votare la delibera di salvaguardia degli equilibri di bilancio: senza questo atto approvato entro fine mese, infatti, non c'è neppure bisogno di aprire la crisi. Il consiglio comunale verrebbe sciolto automaticamente.  Secondo fonti vicine al presidente Agnitti, invece, le tre mozioni rischiano di essere respinte perché non avrebbero i 21 voti necessari che sulla carta, però, esistono. Non raggiungerebbero la maggioranza perché con la votazione a scrutinio segreto potrebbero esserci alcuni franchi tiratori, soprattutto tra le fila della sinistra, all'interno della quale non tutti sarebbero favorevoli a impallinare il presidente del consiglio per favorire la resa dei conti politici tutta interna al centrodestra. Resta, quindi, da vedere se prevale questa versione o se, invece, l'opposizione di centrosinistra non si lascerà sfuggire l'occasione (servita dal gruppo di Maurizio Dinelli) di dare una spinta alla traballante amministrazione Favilla. Perché un dato è certo: se Agnitti venisse sfiduciato, il Pdl potrebbe anche decidere di togliere l'appoggio al sindaco per andare alle elezioni anticipate. Fino ad oggi sembra questo l'indirizzo discusso in seno al partito, con l'avallo dei dirigenti regionali, il coordinatore Massimo Parisi e il vice coordinatore Riccardo Migliori.  Ufficialmente l'intenzione di Forza Lucca, che ha sollevato la questione della revoca dell'incarico ad Agnitti (eletto in An), non sarebbe, però, di far cadere la giunta, ma solo di esautorare un presidente del consiglio comunale che non ha svolto bene il suo compito. E che sarebbe colpevole di «gravi e ripetute violazioni» delle norme di conduzione dell'assemblea. Queste (presunte) violazioni sono anche indicate nelle tre mozioni che, non è escluso, martedì potrebbero essere accorpate in un unico documento: ci sarebbe il caso della decisione di considerare Luca Lucchesi «arbitrariamente» fuori da Per Lucca e di indicare come capogruppo Alessandro Venturi, transfuga di An; ci sarebbe l'incidente sul bilancio che ha portato il Pd a presentare un esposto al prefetto e ci sarebbe poi, la questione di aver considerato (in base alle lettere di Parisi e Migliori e di Bondi, Verdini e La Russa) il gruppo dei 7 di Forza Lucca fuori dal Pdl. Si tratta di contestazioni gravi che secondo Agnitti non hanno motivo di esistere visto che tutte le sue decisioni sono state prese consultando il segretario generale, proprio per avere il crisma della legalità, senza il dubbio di essere scelte basate su giudizi politici.  Al di là dell'esito, anche questa vicenda serve solo a confermare la spaccatura insanabile interna al centrodestra che, in caso di elezioni anticipate, potrebbe anche presentarsi con due candidati diversi. Se si andrà al voto o no, però, non dipende solo dalle vicende lucchesi. È innegabile che il Pdl regionale abbia gli occhi puntati anche su Roma e sulle vicende nazionali. E che prenderà la propria decisione sulla base di quello che accadrà al Governo Berlusconi. Di sicuro, nell'ottica di amministrative anticipate, si fa insistente il nome di Pietro Fazzi come possibile candidato del Pdl ufficiale, nel quale è rientrato dalla porta di Forza Italia, a gennaio. A sponsorizzarlo ci sarebbero diversi esponenti del Pdl. Bisogna vedere, a quel punto, cosa farebbe la coalizione di Dinelli.

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