Sicurezza
Nonostante le piogge si profila una vendemmia in grado di assicurare una produzione accettabile
Le uve hanno retto, il vino sarà buono
Domenico Acconci
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Una immagine della vendemmia sulle colline La conferma dalle fattorie: «Prezioso il ritorno del caldo, si potrà bere bene»
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LUCCA. Come si prospetta l'annata vinicola? Che vino ci potremmo aspettare? In questi giorni di vendemmia parlano gli addetti ai lavori nelle nostre zone collinari, come Paolo Lapini, fattore del "Buonamico" di Montecarlo, azienda assunta recentemente dalla famiglia dei Fontana, Dino ed Eugenio padre e figlio. «Qualche problema c'è stato - dice - si è trattato di un'annata piuttosto controversa; le insistenti piogge primaverili avevano fatto temere che le uve potessero risentirne dannosamente, ma poi la successiva estate molto calda ha riaggiustato l'andamento stagionale, le giornate asciutte e assolate, e i tradizionali trattamenti di rame e zolfo, fatti al momento opportuno, hanno apportato buoni risultati vegetativi, per cui si può essere fiduciosi che anche quest'anno le uve daranno dei buoni vini». Ancora a Montecarlo, ci spostiamo alla fattoria "Lo Sgretoli" della famiglia di coltivatori diretti Nacchi, il cui figlio, Riccardo, laureando all'università di Pisa in viticoltura ed enologia, ci fornisce informazioni certamente di attendibilità agronomica. «Non è stata in verità un'annata eccezionale, di quelle da segnare con le "stelle" della superiore qualità, ma possiamo annoverarla fra le medie, per un vino che ne uscirà comunque buono. Il clima umido primaverile ha provocato qualche infezione di peronospora muffigena, però facilmente debellata con le irrorazioni di verderame poi le molte giornate di Sole deciso fra agosto e settembre hanno contribuito a raddrizzare la situazione facendo giungere le uve ad una giusta maturazione per un vino da portare in tavola per un buon bere». Ancora a Montecarlo, interroghiamo il vignaiolo Ivaldo Fantozzi della fattoria "Wandanna". «Ci vorranno accorgimenti - dice - per far uscire il meglio della vendemmia di questa stagione che non è stata in verità fra le migliori degli ultimi anni. Bisognerà fare un'attenta selezione delle uve da immettere nei tini; magari facendo raccolte dilazionate per staccare i grappoli, di volta in volta, che si presentino nelle migliori condizioni di maturazione per poi, con le accorte operazioni di cantina, saper trasformare il mosto in un "nettare" che sia il più possibile gradevole». Ancora a Montecarlo, alla antica fattoria "Maldrighi" oggi, dopo un rinnovamento degli impianti, condotta dal genero Luca Marchi, sentiamo il parere di quest'ultimo: «Abbiamo avuto una vendemmia ritardata di almeno una decina di giorni e una quantità di uve un poco inferiore alla media degli ultimi anni. La qualità del raccolto si è rivelata discreta. Con l'ausilio delle moderne tecniche di vinificazione delle uve bene scelte riusciranno senz'altro a fare un vino di buona qualità».
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