Il Tirreno

Lucca

Per gli appalti banditi in proprio senza consulenza delle Infrastrutture

Il Provveditorato scaricato chiede spiegazioni al Comune

L’architetto Mauro Di Bugno
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L’architetto Mauro Di Bugno

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 LUCCA. Non è piaciuta al Provveditorato alle Opere Pubbliche Toscana-Umbria la decisione del Comune di effettuare in proprio le gare d'appalto del Piuss, il piano di riqualificazione del centro storico da 50 milioni di euro. E così, insediatosi il nuovo provveditore (quello precedente è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sui Grandi appalti), l'ente del ministero delle Infrastrutture ha scritto una lettera al Comune per reclamare spiegazioni. Anticipate già ieri pomeriggio in commissione dall'architetto Mauro Di Bugno, dirigente all'edilizia responsabile anche del Piuss: il Comune ha deciso di espletare da solo le gare perché se avesse aspettato i tempi del Provveditorato avrebbe perso i finanziamenti europei, dovendo appaltare i lavori e realizzarli secondo un cronoprogramma molto stringente deliberato dalla Regione. Nei prossimi giorni il sindaco risponderà al nuovo provveditore ribadendogli l'intenzione del Comune di gestire in proprio tutta la fase esecutiva del Piuss (compresa direzione lavori e collaudi) a meno che l'ente non debba pagare penali per il mancato rispetto della convenzione siglata a luglio 2009.

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