Il Tirreno

Lucca

Fitodepurazione nelle colline nord

Arianna Bottari
L’impianto in funzione a S. Andrea in Caprile
◗
L’impianto in funzione a S. Andrea in Caprile

È il sistema per portare le fognature in aree difficilmente raggiungibili

2 MINUTI DI LETTURA





 CAPANNORI. Fitodepurazione anche nella zona nord-est di Capannori. Potrebbe presto diventare una realtà e con essa la possibilità di portare la fognatura pubblica in questa vasta area collinare che da anni attende il servizio. I tecnici dell'amministrazione comunale e quelli di Acque Spa sono al lavoro e stanno preparando gli studi di fattibilità.  Il sistema ecologico già applicato a S. Andrea in Caprile potrebbe quindi arrivare a Gragnano, S. Gennaro e Lappato.  Piante ed alghe in aiuto dei cittadini che da anni attendono la fognatura pubblica. Il Comune conta di servire le zone fin qui mai raggiunte con impianti del tutto simili a quello di S. Andrea in Caprile, progetto pilota che pare funzionare.  «Ci stiamo lavorando - conferma l'assessore ai lavori pubblici Claudio Ghilardi -. Avevamo promesso ai residenti che finalmente la fognatura sarebbe arrivata e stiamo facendo di tutto per mantenere l'impegno. Dato che non è semplice raggiungere le zone di collina con le normali condutture, stiamo pensando di proseguire con la fitodepurazione. I nostri tecnici stanno collaborando con quelli di Acque Spa (che gestisce l'impianto di S. Andrea, ndr) per verificarne la fattibilità. L'area interessata è chiaramente quella collinare, dove le normali condutture non arrivano. M riferisco a Gragnano, S. Gennaro e Lappato».  Certo, le difficoltà non mancano. A differenza di S. Andrea questa zona presenta chilometri e chilometri di strade che comunque andranno coperti da una rete di condutture in grado di portare le acque reflue nei laghetti-impianto.  Il progetto realizzato a S. Andrea in Caprile (come la maggior parte dei paesi collinari di Capannori totalmente sprovvisto di un sistema fognario pubblico) è stato il primo in Toscana. Costato 200mila euro, permette di depurare tutti gli scarichi civili del paese, ovvero circa 90 famiglie. Il funzionamento è assai semplice: situato nella parte bassa dell'abitato, è costituito da una serie di vasche piene di ghiaia e sabbia nelle quali sono state collocate piantine per i trattamenti naturali di depurazione, dove le acque reflue confluiscono dopo aver attraversato un pozzo di pre-trattamento. L'acqua, così depurata, può essere utilizzata per l'irrigazione dei campi o per altri scopi. A portare gli scarichi fino al pozzo sono due condutture, una serve la zona ovest e una quella est dell'abitato. Ai cittadini spetta l'obbligo di allacciarsi a queste due condutture, proprio come alla normale rete fognaria.  «Sapremo al più presto se amministrazione e Acque Spa decideranno di proseguire in questa direzione anche nei vicini paesi di S. Gennaro, Gragnano e Lappato», conclude Ghilardi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa