Il Tirreno

Lucca

La chiede Tambellini (Pd) dopo le accuse del presidente Giuliani su presunti boicottaggi

Valore-Comune, più chiarezza

La conferenza stampa del presidente Giuliani
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La conferenza stampa del presidente Giuliani

«Chi ha guadagnato nell'uscita da Polis e Polo Fiere?»

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LUCCA. Cosa vuol dire il presidente della Lucchese, Giuliano Giuliani, quando afferma in conferenza stampa che l'architetto Valentini, amministratore delegato della società rossonera, «da tre anni prende calci negli stichi dal Comune, che è stato costretto a vendere la Polis e scalzato dal Polo Fiere»? Chiarezza su questi argomenti viene chiesta dal capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini.  «Il bilancio consolidato 2009 del Gruppo Lucca Holding - dice Tambellini - mostra che nell'ultimo esercizio la liquidità complessiva del sistema di aziende partecipate dal Comune è peggiorata di ben 7,44 milioni di euro, nonostante i dividendi ricevuti da Salt e gli utili di Geal, Gesam e Sistema Ambiente. La forte perdita di liquidità, se deriva in parte anche dal disavanzo di Lucca Fiere & Congressi, Lucca Polo Fiere & Tecnologia, Valfreddana Recuperi, Itinera e Metro (1,5 milioni di euro in totale), va messa soprattutto in relazione con la scelta dell'amministrazione di acquistare tutte le azioni possedute dal gruppo Ati-Valore nelle società partecipate dal Comune. È il caso dell'acquisto delle quote Polis-Metro di Ati-Valore per 6,2 milioni di euro, ai quali debbono aggiungersi i 2,2 milioni pagati "sull'unghia" giusto per affrancare Valore dal progetto di Sorbano. Il tutto con un esborso di 8,4 milioni di euro: un processo di acquisizioni tanto oneroso che Lucca Holding è stata costretta ad indebitarsi (con un mutuo di 3 milioni di euro) per dar corso alla volontà dell'amministrazione. E mentre nei bilanci di Valore spa la vendita delle quote di Polis viene presentata come un successo che ha fruttato una plusvalenza del 50% rispetto al capitale investito, ora veniamo a sapere che Valentini addirittura sarebbe stato "costretto a vendere».  Davvero il sindaco Mauro Favilla, chiede il capogruppo, avrebbe fatto pressioni su Valore affinché cedesse Polis? Perché?  «La Corte dei Conti nel 2008 aveva condannato per danno erariale amministratori e dirigenti di un comune toscano che aveva lasciato (come a Lucca) i ricavi dei parcheggi pubblici in mano ad una società di gestione partecipata da soci privati - aggiunge Tambellini -. Forse è la preoccupazione di trovarsi anche a Lucca sotto il tiro della Corte dei Conti che ha indotto ad accelerare i tempi della riconduzione di Polis interamente in mano pubblica? L'ipotesi sembrerebbe confermata da quel che disse il sindaco, il 20 gennaio 2009, quando si presentò in consiglio comunale per proporre l'acquisizione immediata del totale controllo di Polis-Metro da parte del Comune, e giudicò "improprio che la gestione dei parcheggi, costituenti un servizio pubblico, avvenisse da parte di una società mista" quale Polis, sia pure attraverso una società costituita a questo scopo (Metro srl)».  Il capogruppo cita ancora Favilla che aveva dichiarato che «per acquistare le quote della Metro srl era necessario ottenere il consenso dei soci di Polis spa, in quanto lo statuto di questa società riserva decisioni di questo tipo ad una maggioranza qualificata (del 70%) e pertanto la relativa delibera non poteva essere assunta con il voto solo della Lucca Holding spa».  A gennaio 2009, quindi, il Comune se voleva riportare Polis-Metro (cui era stata affidata la gestione dei parcheggi ad un prezzo di concessione piuttosto basso) sotto il pieno controllo pubblico, doveva avere - aggiunge Tambellini - l'assenso dei soci privati (Ati-Valore), che quindi si trovavano in posizione negoziale oggettivamente forte: «L'accordo venne trovato su 6,2 milioni di euro, versati in tre rate (l'ultima scaduta ad aprile 2010) al gruppo Ati-Valore. Valore dunque era tutt'altro che "costretta". Ma se l'amministrazione Favilla doveva procedere in fretta alla riacquisizione di Polis, sarebbe interessante sapere, in base alle dichiarazioni di Giuliani, se e quali sono stati i patti con Valore e chi, nella trattativa, aveva il coltello dalla parte del manico. Gli sfoghi di Giuliani e Valentini sono gravidi di "non detto" che finalmente andrebbe reso noto. È da anni che tentiamo di far chiarezza sulle grandi questioni che hanno impegnato per milioni di euro il Comune, prima con le mirabolanti imprese di Fazzi, poi con quelle più soffuse di Favilla».  La lista civica Per Lucca infine chiede che la pratica della ristrutturazione dello stadio venga subito discussa: «Se il consiglio dovesse bocciarla, la colpa sarà sua, non della giunta».

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