Sicurezza
A Fornoli tra pochi giorni apriranno un consultorio e un punto di aiuto alla vita
Nasce un centro per la famiglia
Claudia Ponziani
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Un consultorio (foto darchivio) e la presentazione delliniziativa In Val Fegana sarà realizzata una casa per le donne vittime di violenza
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BAGNI DI LUCCA. Il 15 ottobre verranno attivati a Fornoli, in via Papa Giovanni XXIII 21/I, un Centro aiuto alla vita e un Consultorio, due settori operativi dell'Associazione cristiana per la famiglia (Acf) di Lucca, che da oltre trent'anni è volta alla promozione ed alla gestione di attività di volontariato riguardanti le tematiche familiari, la difesa della maternità e il sostegno della genitorialità. Il Cav assicura alle mamme beni di prima necessità (dai pannolini al latte), ma non solo. Spiega l'avvocato Sonia Mancini, presidente dell'Acf: «Si vuole creare un progetto sulla donna e sostenerla dal punto di vista psicologico, emotivo. Questa attività viene svolta dai volontari del consultorio: psicologi, sociologi, pedagogisti, sessuologi. Lo sportello di Bagni di Lucca, il primo in Mediavalle, è nato perché gran parte degli utenti del Cav di Lucca provenivano proprio dalla Valle del Serchio». «Una volta si è rivolta a me, in forma del tutto privata, una coppia di giovani. Lei era incinta. L'intenzione era quella di interrompere la gravidanza. Ci parlai, facendo capire loro le conseguenze di quella che sarebbe stata una decisione drammatica. Dopo qualche giorno tornarono da me, dicendomi che avevano scelto la vita». L'assessore alle politiche sociali del comune di Lucca Angelo Monticelli racconta una storia, per sottolineare quanto può essere gratificante svolgere attività di volontariato. Per i volontari del consultorio storie come questa sono all'ordine del giorno. Il consultorio si mette a disposizione delle donne con una gravidanza indesiderata, delle coppie (per una terapia di coppia), delle famiglie (per un servizio di mediazione familiare, per permettere di riscoprire una genitorialità nuova alle coppie separate), delle donne che hanno subito un aborto (per un sostegno psicologico). «È necessario anche intervenire a monte, indirizzare le donne alla conoscenza: molte volte non sanno nemmeno a chi rivolgersi per una consulenza legale», spiega l'avvocato Mancini. L'Acf intende collaborare con le strutture sociosanitarie sia pubbliche che private della zona, ed in particolare con il progetto di Alessandra Baschieri. La signora Baschieri ha infatti messo a disposizione un terreno di sua proprietà in Val Fegana (Bagni di Lucca) per la realizzazione di una casa di accoglienza dedicata specificatamente (ma non solo) alle donne vittime di violenza. «Diversi appartamenti di varia metratura - spiega Baschieri, presidente dell'associazione "A braccia aperte" - ospiteranno donne e bambini. Ci saranno una struttura centrale con una sala multifunzionale, un laboratorio e un asilo nido di 20 posti aperto al territorio. Non vogliamo infatti che la struttura diventi un ghetto». Il suo progetto vede la collaborazione dell'Acf, del comune di Bagni di Lucca, di quello di Lucca, delle farmacie comunali e di Alliance (socio delle farmacie e finanziatore del progetto). Afferma l'assessore all'istruzione del Comune di Lucca Donatella Buonriposi: «Baschieri ci ha coinvolto in questo progetto. Questa struttura sarà un grande servizio per la comunità. In una società come la nostra, definita "fluida" dai sociologi, è necessario tornare a proporre un punto di riferimento saldo come la famiglia».
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