Il Tirreno

Lucca

Sosta, accesso, trasporto: tutti impegni inattuati

Centro senza progetti

Negozi nel centro storico
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Negozi nel centro storico

La Confesercenti sollecita la giunta

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 LUCCA. Si è insediato il coordinamento centro storico della Confesercenti, presieduto dal vicepresidente dell'associazione Enrico Ragghianti, titolare della gelateria "Il Pinguino" con l'ausilio di Maurizio Pera, dello studio bibliografico di Corte del Biancone e Samuele Cosentino de Gli Orti di via Elisa. «Salvaguardare il futuro della città significa preservarne la sua identità - commenta Ragghianti - e il dibattito che ci vede protagonisti insieme alle altre associazioni nel criticare la deregulation nel settore food, oppure nel richiedere limitazioni ai distributori automatici nel centro, è la manifestazione evidente di un tema più ampio. Nell'ultimo anno hanno chiuso 4 librerie, stanno aprendo solo paninerie e fast food. Servono regole non solo per "vietare", ma anche per incentivare uno sviluppo differente».  Il coordinamento sarà progressivamente allargato ad altri associati delle varie zone della città per affrontare i temi quotidiani e definire alcune proposte per una strategia sull'accessibilità, la vivibilità, il recupero di funzioni, la salvaguardia dell'identità del tessuto economico e sociale. Idee e progetti da portare all'attenzione dell'amministrazione.  «In questa logica - aggiunge Ragghianti - crediamo che temi come quello delle funzioni del centro, dei grandi contenitori, della Manifattura, del Carmine, siano da affrontare a viso aperto. Invece rimangono nelle stanze del palazzo. E allo stesso tempo siamo stupiti di vedere tra le priorità di questa amministrazione, progetti di espansione del sistema commerciale come quelli di viale Einaudi o quelli che stanno intorno al progetto stadio, con nuove cattedrali del commercio a due passi dalle Mura che non hanno alcuna logica per lo sviluppo commerciale della città e che possono contribuire a segnare un ulteriore svuotamento di funzioni del centro».  Intanto è stato un primo giro di contatti e incontri per il coinvolgimento e l'ascolto delle proposte degli associati invitati a suggerire idee.  «Si fa fatica a percepire un disegno complessivo - afferma il coordinatore -. Faccio qualche esempio. La riqualificazione di piazza San Francesco è priva di "prospettiva". Non si chiude una piazza senza riempirla di nuovi contenuti. Una piazza per bambini e famiglie? Benissimo. Allora si creino infrastrutture, si agevoli l'installazione di giostre, si favoriscano eventi e iniziative, magari azzerando il suolo pubblico per chi sceglie di realizzare manifestazioni in questa piazza. Sono poi passati quasi due anni da quando ci è stato presentato il piano della mobilità con navette frequenti dai parcheggi al centro con display luminosi che indicano tra quanti minuti passerà la prossima per agevolare l'accesso alla città e incentivare l'uso delle navette. Una bella idea su cui avevamo anche espresso il nostro plauso. Che fine ha fatto? Se niente c'è, leggiamo ipotesi di riduzioni ulteriori».

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