Attenzione
Picchiata dal marito La denuncia dopo mesi d'inferno
Dopo mesi d'inferno lei - una donna di 44 anni di origini cingalesi - ha avuto il coraggio di ribellarsi e di rivolgersi ai carabinieri.
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LUCCA. Picchiata, offesa, minacciata di morte ogni volta che faceva ritorno a casa da un marito - molto più giovane di lei - evidentemente stanco del menage matrimoniale e incapace di avere un dialogo franco e sincero con la sua compagna. Dopo mesi d'inferno lei - una donna di 44 anni di origini cingalesi - ha avuto il coraggio di ribellarsi e di rivolgersi ai carabinieri. Adesso si trova al sicuro in una struttura protetta grazie all'intervento dell'associazione Luna informata dai militari di Cortile degli Svizzeri.
Nei guai invece è finito il coniuge: un cingalese di 31 anni che lavora come operaio. Il giovane è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia e rischia una pesante condanna. I fatti risalgono ad alcuni mesi fa quando la donna in stato di choc si è rivolta ai carabinieri. In Italia ormai da oltre dieci anni, in regola con il permesso di soggiorno, la cingalese ha descritto la sua vita d'inferno con quel connazionale più giovane di lei di 13 anni e che l'aveva voluta sposare nonostante la differenza d'età. All'inizio tutto bene. Poi quell'uomo avrebbe cominciato ad offenderla ripetutamente ogni volta che rientrava dal lavoro. Dalle frasi ingiuriose il compagno avrebbe iniziato a minacciarla sempre con maggior frequenza. Infine, negli ultimi mesi, il marito avrebbe iniziato sempre più spesso ad alzare le mani.
Schiaffi, pugni, botte. Con la minaccia di ucciderla se si fosse rivolta alle forze dell'ordine. Alla fine la donna ha trovato la forza di reagire. Approfittando dell'assenza del coniuge - uscito di casa per andare a lavorare dopo l'ennesimo furibondo litigio con tanto di minacce e botte - ha preso il coraggio a due mani ed è uscita dirigendosi alla caserma di Cortile degli Svizzeri. Lì ha chiesto di parlare con un sottufficiale e in lacrime ha raccontato la sua odissea sostenendo di non voler più tornare da quell'uomo. I militari si sono subito attivati a trovare una sistemazione alla cingalese grazie all'associazione Luna, da anni impegnata sul territorio in soccorso alle donne maltrattate.
Nei guai invece è finito il coniuge: un cingalese di 31 anni che lavora come operaio. Il giovane è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia e rischia una pesante condanna. I fatti risalgono ad alcuni mesi fa quando la donna in stato di choc si è rivolta ai carabinieri. In Italia ormai da oltre dieci anni, in regola con il permesso di soggiorno, la cingalese ha descritto la sua vita d'inferno con quel connazionale più giovane di lei di 13 anni e che l'aveva voluta sposare nonostante la differenza d'età. All'inizio tutto bene. Poi quell'uomo avrebbe cominciato ad offenderla ripetutamente ogni volta che rientrava dal lavoro. Dalle frasi ingiuriose il compagno avrebbe iniziato a minacciarla sempre con maggior frequenza. Infine, negli ultimi mesi, il marito avrebbe iniziato sempre più spesso ad alzare le mani.
Schiaffi, pugni, botte. Con la minaccia di ucciderla se si fosse rivolta alle forze dell'ordine. Alla fine la donna ha trovato la forza di reagire. Approfittando dell'assenza del coniuge - uscito di casa per andare a lavorare dopo l'ennesimo furibondo litigio con tanto di minacce e botte - ha preso il coraggio a due mani ed è uscita dirigendosi alla caserma di Cortile degli Svizzeri. Lì ha chiesto di parlare con un sottufficiale e in lacrime ha raccontato la sua odissea sostenendo di non voler più tornare da quell'uomo. I militari si sono subito attivati a trovare una sistemazione alla cingalese grazie all'associazione Luna, da anni impegnata sul territorio in soccorso alle donne maltrattate.
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