Il Tirreno

Lucca

Parroco minacciato di morte

Luca Tronchetti
Parroco minacciato di morte

Lo ha preso di mira un pensionato ossessionato dal suono delle campane

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 LUCCA. Quel nastro registrato che irradiava il suono delle campane in tutto il circondario di San Vito era diventata la sua ossessione. Al punto da arrivare a minacciare di morte sia a parole che nei fatti il parroco cercando di fare irruzione in canonica. Un'escalation durata 4 mesi al termine dei quali il «maniaco delle campane» - un operaio in pensione di 63 anni, originario di Capannori che vive in una casa a San Vito - è stato denunciato per stalking dai carabinieri. Il giudice delle indagini preliminari, su richiesta della procura, nei suoi confronti ha emesso un provvedimento di divieto di avvicinarsi al sacerdote e alla parrocchia. Non potrà assistere alla messa nella chiesa del paese se non vorrà correre il rischio di vedere inasprite le misure di sicurezza nei suoi confronti: gli arresti domiciliari.  Il sacerdote - monsignor Pietro Gianneschi, 73 anni, negli anni Sessanta-Settanta per 15 anni segretario particolare dell'arcivescovo Enrico Bartoletti - ha cercato in tutti i modi di dirimere la controversia: spegnendo l'impianto dopo le 20, chiamando un tecnico per abbassare al minimo il volume, provando ad usare toni concilianti di fronte ai modi e al fare minaccioso del parrocchiano che dalla tarda primavera sino agli inizi di agosto lo avrebbe importunato a qualsiasi ora del giorno e della notte. Alla fine è stato costretto a rivolgersi ai carabinieri di Borgo Giannotti.  I FATTI  Primavera 2010. Un pensionato di 63 anni che abita a un centinaio di metri dalla chiesa di San Vito inizia la sua battaglia personale contro il suono, a suo dire assordante, proveniente dal campanile e capace di diffondersi in tutta la zona. Un suono delle campane amplificato con gli altoparlanti. Ma quella che poteva sembrare una protesta singolare con il passare delle settimane è diventata una forma maniacale. Sul cellulare del sacerdote sono iniziati ad arrivare, di giorno e di notte, sms inquietanti e sinistri con minacce esplicite: «t'ammazzo», «con quelle campane hai rotto....», «Farai una brutta fine».  TENTATA AGGRESSIONE  Il prete, di fronte a quelle frasi che non lasciavano spazio ad interpretazione, non si è rivolto subito ai carabinieri. Ha cercato di tollerare, di sopportare, di venire incontro al parrocchiano abbassando il volume dell'apparecchio con il nastro registrato del suono delle campane e di tenerlo spento dopo le 20 di sera e nei giorni feriali. Ma è stato tutto inutile. Anzi, a fine luglio, il sacerdote ha rischiato di essere aggredito in canonica dal pensionato. A salvarlo dalle botte alcuni fedeli che erano con lui e che hanno aiutato il parroco a respingere la furia dell'uomo.  PARLA DON GIANNESCHI  Lui non voleva denunciare i maltrattamenti e le intimidazioni subite, ma quando - ai primi di agosto e su pressione di alcuni fedeli a lui vicini - si è rivolto ai carabinieri per aver un consiglio sul da farsi i militari lo hanno messo di fronte alla verità: l'esposto come unico modo per evitare conseguenze peggiori.  «Sono dispiaciuto di questo gesto e spero soltanto che quell'uomo ritrovi la serenità con Dio. - dice don Pietro Gianneschi. - Voglio bene a tutti, ma sono stato costretto a sporgere denuncia perchè certe persone rendono la vita impossibile. Quando andavo a dir messa avevo paura di essere aggredito. Voglio ringraziare i marescialli Cattano e Colombini per la sensibilità e per l'aiuto».

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