Il Tirreno

Lucca

IL PROFILO

L'ultimo fiaccheraio era amico di Puccini

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 CAPANNORI. Era chiamato Quartuccio, il suo cavallo Charlot. Con ogni tempo li trovavi alla stazione o in piazza Grande, in servizio con la carrozza. Con loro la fedele cagnetta bianca e nera che li seguiva sempre. L'ultimo fiaccheraio di Lucca è una figura quasi mitica. Ruggero Giusfredi era il suo vero nome, ma tutti lo chiamavano Quartuccio. Ufficialmente nessuno sa perché, ufficiosamente si dice che il cavallo si fermasse da solo a tutte le mescite di vino della città. Ed è leggenda anche il nome dell'animale: sembra che avesse un'andatura strana, coi piedi piatti come quella di Charlot. Ma, nonostante l'abitudine di alzare un po' il gomito, il fiaccheraio era sempre gentile e cordiale. Poteva vantare di aver avuto tra i clienti Giacomo Puccini per godersi la passeggiata delle Mura. Per i calciatori e i tecnici della Lucchese prestava servizio gratuito. Arguto e di spirito bonario, una volta con gli amici del bar Savoia di piazza Grande, dove sostava ogni giorno, scommise che in due minuti avrebbe attraversato Corte del Pesce e sarebbe tornato davanti al bar passando da via Beccheria. Ce la fece, ma la carrozza e Charlot ne uscirono un po' malandati. Quell'attimo fu colto dal pittore Roberto Fontirossi che immortalò la scena con Quartuccio, la cagnetta, il cavallo e la ruota rotta della carrozza. Quartuccio morì il 2 dicembre 1973, Charlot qualche mese prima. P.T.

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