Il Tirreno

Lucca

Io subito candidato? Fantapolitica

Marco Innocenti
L’ex sindaco Pietro Fazzi
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L’ex sindaco Pietro Fazzi

Fazzi nega di manovrare per fare le scarpe al sindaco Favilla

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 LUCCA. Pietro Fazzi pronto a fare le scarpe al sindaco Mauro Favilla e intenzionato ad accentuare il conflitto tra le due anime del Pdl per arrivare prima possibile alle elezioni anticipate e presentarsi lui come candidato sindaco? Nemmeno per idea.  L'ex primo cittadino risponde alle domande de Il Tirreno e nega ogni fondamento nelle indiscrezioni e nelle ipotesi che, anche tra i suoi colleghi di partito, prendono in considerazione questa evenienza.  Il ritorno sulla scena politica del Pdl da parte di Pietro Fazzi sembra agitare non poco il centrodestra. Secondo lei le tensioni hanno una motivazione politica o sono dovute a questioni personali e di concorrenza tra le diverse ambizioni?  «Molti del centrodestra si sono fatti portabandiera di valori importanti come la meritocrazia, il confronto pubblico libero e aperto e il mercato, più o meno regolamentato. Quando però si tratta di mettersi in gioco e rischiare il proprio futuro politico applicando coerentemente questi principi, in molti casi le cose cambiano e, se va bene, si sentono i primi distinguo. Se va meno bene, o decisamente male, come sta accadendo con Forza Lucca, si tentano altre strade: o si cerca di tener fuori chi potrebbe minacciare gli equilibri esistenti o si fanno i bagagli e si tenta la sortita. Forza Lucca, neanche a dirlo, le sta tentando entrambe: fuori Fazzi e i suoi amici e fuori loro, ma con la tessera in tasca e attivissimi a far nuovi possibili soci, per rientrare "più belli e più splendenti che prima". Bravi».  Forza Lucca vede nel suo intervento sulle elargizioni dell'ex presidente della Lucchese Hadj un siluro al sindaco Favilla, più che al capogruppo Maurizio Dinelli. È così?  «Come ho già detto, la questione era già venuta fuori e il sindaco aveva risposto quasi con le stesse parole. Dinelli, forse per la classica "coda di paglia", si sta trovando come l'apprendista stregone che ha suscitato un vespaio. Mi aveva accusato di aver portato Hadj a Lucca e quando ha avuto la mia smentita accompagnata dall'osservazione in merito ai finanziamenti ricevuti dallo schieramento ha cercato di alzare un polverone. E ci è riuscito. Ancora bravo. Il mandatario di un candidato sindaco è pur sempre il referente di una struttura politica e Dinelli all'epoca era coordinatore comunale di Forza Italia».  Anche nel Pdl c'è chi dice che lei abbia già un solido accordo con il ministro Matteoli per presentarsi come candidato sindaco, non appena si andrà al voto, e che quindi avrebbe tutto l'interesse a far cessare prima possibile il mandato Favilla. Fantapolitica?  «Sì, fantapolitica. Se fosse vero vorrebbe dire che Matteoli è un uomo che prende in giro i suoi interlocutori e che, in questo caso, prenderebbe in giro il sindaco e la città, tramando con me.  «Smentisco ogni accordo del genere. Lucca non ha bisogno di altri sfasci. Il Pdl, del quale il sindaco ha la tessera numero uno, ha giustamente chiarito di esser pronto a rispettare la dignità di tutti quelli che la rivendicano, ma di non essere disposto, per questo, a rinunciare alla propria e farsi calpestare i piedi».  Le tensioni tra Pdl e Forza Lucca si acuiscono invece di stemperarsi. Crede che Favilla riuscirà alla fine a trovare la mediazione per proseguire nel mandato?  «Favilla è un politico di grande esperienza ed è sempre stato in grado di uscire dalle situazioni più complesse, spesso sorprendendo tutti. Non credo che sia cambiato».  Come giudica i riferimenti di Roberto Lotti ai finanziamenti per le campagne elettorali che lei ha sostenuto?  «In astratto giusti. Non è difficile immaginare perché ne parli dopo sei anni. Comunque, quella stessa richiesta fu a suo tempo avanzata dall'opposizione in consiglio comunale nel 2004 e in quell'occasione furono date risposte.  «Misi a disposizione la contabilità presso il mio committente elettorale, ma non credo che poi qualcuno sia andato a vederla. All'epoca Lotti era capogruppo di Forza Italia, anche se Dinelli, che spesso ne ispira gli interventi, era occupatissimo in Regione e di Lucca voleva sapere lo stretto necessario».

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