La manifestazione
Tanti turisti, ma spendono meno
Positivo il numero delle presenze in piena estate
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Tanti turisti in piena estate (dopo una primavera negativa) che tuttavia rispetto a qualche anno fa riducono i consumi e lasciano meno soldi in ristoranti, trattorie, pizzerie e negozi. È l'analisi della giunta della Confesercenti. C'è stata una buona ripresa a luglio, agosto e settembre che in alcune aree permetterà di veder crescere il numero delle presenze.
«Il dato da evidenziare - dice Pietro Monticelli, presidente del settore Assoturismo B&B - che invece riveste gli aspetti qualitativi dell'offerta è che si registra una generale riduzione dei consumi dei turisti e la necessità da parte degli operatori del settore ricettivo di lavorare molto sul prezzo con una conseguente riduzione di fatturato e margini. Ciò si unisce a una tendenza alla riduzione nei tempi di prenotazione che rende più complessa la programmazione». «Il tema dei prezzi da una parte rientra nella normale competizione tra territori e strumenti (la prenotazione on line crea maggiore competizione sul fattore prezzo); la flessibilità dei prezzi è una forma moderna di posizionamento e di strategia delle imprese; ma può anche rappresentare segnali meno incoraggianti. Non solo il fatto che la crisi dei consumi si ripercuota anche nel comparto turistico, ma anche - e questo sarebbe più preoccupante - quello di una "minor qualità" del turista e ad una riduzione di quel "target" di alto livello che ha fatto il successo della nostra destinazione. In questo senso il dibattito che investe anche il mondo del commercio di prestare molta attenzione al tema dell'identità della città, della salvaguardia della sua tipicità, dei suoi negozi storici, del vissuto quotidiano del nostro centro, della sua accessibilità, delle sue funzioni diventa centrale anche per il turismo. Il successo di Lucca si fonda proprio sul fatto di essere ancora una delle destinazioni toscane meno "turisticizzate e massificate"».
«Il tema dei prezzi mette ancora in evidenza - aggiunge il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini - come il contributo alla crescita turistica da parte del settore ricettivo sia ancora una volta importante. Quando si parla di promozione e commercializzazione della città, spesso si pensa solo al ruolo dell'operatore istituzionale. Con questa politica di flessibilità dei prezzi, sono gli operatori che pagano direttamente con i propri bilanci, consentendo a tutto il sistema di poter contare su numeri inalterati e importanti. Resta inoltre molto sentita dai nostri associati e dall'associazione la tematica dell'abusivismo. Abbiamo deciso di interpellare nuovamente i comuni e la Provincia con una lettera aperta per chiedere che cosa si intende fare per arginare il fenomeno. È passato ben più di un anno da quando, su sollecitazione delle nostre categorie, è stato costituito un coordinamento sul tema. Ad oggi le attività abusive sul territorio continuano a rimanere dove sono e a proseguire indifferenti il loro "lavoro"».
Infine in discussione il tema della riforma del sistema promozionale. «Ne parleremo nei prossimi giorni con i nostri livelli regionali - prosegue Confesercenti - anche alla luce delle proposte di questi giorni di giunta e consiglio regionale. A nostro avviso la questione non è tanto il taglio delle Apt, ma quale modello di accoglienza e promozione si vuole».
«Il dato da evidenziare - dice Pietro Monticelli, presidente del settore Assoturismo B&B - che invece riveste gli aspetti qualitativi dell'offerta è che si registra una generale riduzione dei consumi dei turisti e la necessità da parte degli operatori del settore ricettivo di lavorare molto sul prezzo con una conseguente riduzione di fatturato e margini. Ciò si unisce a una tendenza alla riduzione nei tempi di prenotazione che rende più complessa la programmazione». «Il tema dei prezzi da una parte rientra nella normale competizione tra territori e strumenti (la prenotazione on line crea maggiore competizione sul fattore prezzo); la flessibilità dei prezzi è una forma moderna di posizionamento e di strategia delle imprese; ma può anche rappresentare segnali meno incoraggianti. Non solo il fatto che la crisi dei consumi si ripercuota anche nel comparto turistico, ma anche - e questo sarebbe più preoccupante - quello di una "minor qualità" del turista e ad una riduzione di quel "target" di alto livello che ha fatto il successo della nostra destinazione. In questo senso il dibattito che investe anche il mondo del commercio di prestare molta attenzione al tema dell'identità della città, della salvaguardia della sua tipicità, dei suoi negozi storici, del vissuto quotidiano del nostro centro, della sua accessibilità, delle sue funzioni diventa centrale anche per il turismo. Il successo di Lucca si fonda proprio sul fatto di essere ancora una delle destinazioni toscane meno "turisticizzate e massificate"».
«Il tema dei prezzi mette ancora in evidenza - aggiunge il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini - come il contributo alla crescita turistica da parte del settore ricettivo sia ancora una volta importante. Quando si parla di promozione e commercializzazione della città, spesso si pensa solo al ruolo dell'operatore istituzionale. Con questa politica di flessibilità dei prezzi, sono gli operatori che pagano direttamente con i propri bilanci, consentendo a tutto il sistema di poter contare su numeri inalterati e importanti. Resta inoltre molto sentita dai nostri associati e dall'associazione la tematica dell'abusivismo. Abbiamo deciso di interpellare nuovamente i comuni e la Provincia con una lettera aperta per chiedere che cosa si intende fare per arginare il fenomeno. È passato ben più di un anno da quando, su sollecitazione delle nostre categorie, è stato costituito un coordinamento sul tema. Ad oggi le attività abusive sul territorio continuano a rimanere dove sono e a proseguire indifferenti il loro "lavoro"».
Infine in discussione il tema della riforma del sistema promozionale. «Ne parleremo nei prossimi giorni con i nostri livelli regionali - prosegue Confesercenti - anche alla luce delle proposte di questi giorni di giunta e consiglio regionale. A nostro avviso la questione non è tanto il taglio delle Apt, ma quale modello di accoglienza e promozione si vuole».
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