Sicurezza
Lassessore Bruni, appreso dellequivoco, li ha invitati in Comune per accoglierli e offrire loro libri sulla città
Turisti-pittori scambiati per artisti di strada
Domenico Tani
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Le turiste americane allHotel La Luna I vigili li hanno identificati e fatti smettere, il gruppo è rimasto sotto shock
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LUCCA. Sono arrivati dalla California, dal Canada, dall'Inghilterra e dalla Norvegia per dipingere le bellezze di Lucca, ma sono stati identificati e fatti smettere da una pattuglia di vigili. La brutta poco piacevole esperienza è stata vissuta da un gruppo di 31 turisti uniti dalla passione della pittura, accompagnati dalla prof. americana Johanna Morehouse che per la sesta volta portava gruppi in città. Secondo la ricostruzione che viene fatta ora in Comune, i turisti che dipingevano con tanto di cavalletti in piazza Napoleone sono stati con ogni probabilità scambiati per artisti di strada o venditori e fatti smettere in base all'ordinanza del Comune, modificata di recente in senso più restrittivo. Appreso dell'accaduto, l'assessore al turismo Luigi Bruni si è messo in contatto con il gruppo e lo ha invitato in Comune, dove i turisti riceveranno una più calorosa accoglienza. Una scelta che Bruni spera sia utile per evitare che gli ospiti se ne vadano con un cattivo ricordo della città. «Rappresentano un campione del tipo di turismo che vogliamo e intendiamo accoglierli al meglio», commenta. I turisti del gruppo alloggiano all'hotel La Luna, al Puccini e in altri alberghi del centro storico. «Siamo arrivati a Lucca - racconta Marietta Petrini, che abita a Encino nei sobborghi di S. Francisco ed è insieme a Carol Lenard, Susan O'Connor, Linda Kahega, Sabrina Poon e Debi Crawford - il 14 settembre per ripartire il 23. «L'altra mattina un gruppo di noi era in piazza Grande per dipingere alcuni angoli di questa bellissima zona. Siamo stati avvicinati da un vigile e una vigilessa i quali ci hanno fatto una serie di domande sul motivo della nostra presenza sulla piazza. Domande per noi poco comprensibili perchè non parliamo bene l'italiano. Eravamo stupiti e sotto shock. Ci sembra di aver capito che i vigili abbiano pensato che cercavamo di vendere i nostri quadri. Ma noi dipingiamo solo per la nostra passione. La vigilessa per la verità ci è parsa aver subito intuito che eravamo normali turisti, ma il vigile - in maniera garbata, ma serio - ha voluto i nostri documenti per identificarci. Non è stato un bel benvenuto a Lucca». Molti componenti del gruppo sono per la prima volta a Lucca, mentre altri hanno già avuto l'occasione di visitare la città: «La conosciamo e l'apprezziamo sotto l'aspetto turistico ed artistico, ma anche per la cordialità delle persone e l'ottima cucina. Quello che è accaduto deve essere frutto di un equivoco, forse i vigili ci hanno scambiato per quello che non siamo. Comportamenti del genere non giovano secondo noi all'immagine della città». Il gruppo intanto continua nella ricerca degli angoli più suggestivi della città da immortalarli sulle tele.
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