Finanza
L'assegno a un intermediario
Luca Tronchetti
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A sinistra Magli, a destra lex presidente della Lucchese Hadj Magli consegnò 7.500 euro per il candidato Favilla
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LUCCA. Un personaggio politico vicino al centrodestra ritirò tra marzo e aprile 2007 l'assegno di 7.500 euro nella sede dell'As Lucchese Libertas di viale Carlo Del Prete dall'allora presidente Fouzi Hadj. Un contributo in denaro elargito dalla vecchia proprietà in appoggio alla campagna elettorale 2007 del candidato a sindaco Mauro Favilla. La conferma è arrivata dall'ex segretario della Lucchese sentito ieri dalla squadra di pg dei carabinieri. Antonio Magli, 42 anni, ragioniere, per 9 stagioni segretario sportivo del club rossonero è stato ascoltato in procura come persona informata dei fatti. Un colloquio cordiale, durato una quarantina di minuti, nel corso dei quali Magli - che non è in possesso di documentazione - ha risposto alle domande dell'ufficiale di pg incaricato dalla procura di chiarire certi aspetti, che potrebbero avere risvolti di natura penale, legati al contributo versato dalla Lucchese al candidato a sindaco del centrodestra nel 2007. La conferma . Magli era presente in sede quando l'emissario del candidato Mauro Favilla si era presentato per ritirare il «contributo elettorale»: un assegno da 7.500 euro in appoggio alla coalizione di centrodestra. L'emissario - un esponente politico che ha avuto incarichi amministrativi - dopo aver preso in consegna l'effetto - regolarmente registrato in contabilità dal segretario sportivo - si era intrattenuto da solo nella stanza di Fouzi Hadj per poi andarsene. Un assegno andato a buon fine visto che esiste una ricevuta firmata dal mandatario elettorale. Altri finanziamenti. Dalle poche indiscrezioni filtrate l'ex segretario della Lucchese Calcio non sarebbe a conoscenza di altri contributi elettorali che Fouzi Hadj, come patron della più importante squadra cittadina, avrebbe versato allo schieramento di centrosinistra che aveva come candidato a sindaco l'ex presidente della Provincia, Andrea Tagliasacchi. Parla il mandatario. «L'assegno della Lucchese? Francamente non me lo ricordo, sono passati tre anni e comunque basta andare vedere le quietanze. Ma è una cosa è certa: tutti i contributi elettorali sono stati contabilizzati». A parlare è il commercialista Natale Mazzoni, committente per il candidato a sindaco Mauro Favilla. Probabilmente nei prossimi giorni verrà ascoltato anche lui dai carabinieri della polizia giudiziaria. E con lui l'esponente politico che ritirò l'assegno da 7.500 euro e il curatore fallimentare della vecchia Lucchese, l'avvocato Francesco Giannecchini, per prendere visione della contabilità relativa alla stagione calcistica 2006-2007 e verificare la registrazione dell'assegno e il numero di emissione. Da parte sua il sindaco Favilla è categorico: «Io di quei soldi non so nulla, chiedete a Mazzoni». Nessun reato. Al momento si tratta di accertamenti preliminari. Nessuna inchiesta formale è stata aperta, ma i riscontri sono necessari per verificare se quell'assegno sia stato effettivamente utilizzato per gli scopi richiesti, se qualcuno se ne sia invece indebitamente appropriato, se quella somma sia stata o meno contabilizzata e registrata nell'apposito conto corrente che ogni comitato elettorale deve accendere in una banca, con tanto di mandatario elettorale che ha potere di firma. Un accertamento che prende le mosse dall'intervento dell'ex sindaco Pietro Fazzi dopo le dichiarazioni dall'ex capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale e attuale leader dello schieramento Forza Lucca, Maurizio Dinelli. Fazzi, replicando a un'affermazione di Dinelli sulla scelta di Hadj alla presidenza della Lucchese, chiede se l'allora coordinatore di Forza Italia sa dire come sia stato speso quel contributo elettorale. Tra l'altro, sulle dichiarazioni dell'ex sindaco rilasciate dopo il colloquio con il magistrato, occorre precisare che le frasi tra parentesi all'interno del virgolettato di Fazzi e relative al ruolo occupato dal questore Manzo a Genova sono da attribuire al cronista.
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