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«Soldi a tutti dal presidente Hadj» Fazzi ascoltato dopo le dichiarazioni
Luca Tronchetti
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LUCCA. La procura della Repubblica vuol capire se Fouzi Hadj, ex presidente della Lucchese Calcio fallita con sentenza del tribunale datata 19 novembre 2008, consegnò veramente un assegno da 7.500 euro a un emissario del centrodestra per la campagna elettorale 2007 del candidato sindaco Mauro Favilla.
E, nel caso la circostanza venga suffragata da documenti, capire dove sia finito quel denaro, come sia stato speso, se qualcuno se ne sia indebitamente appropriato, se quella somma sia stata o meno contabilizzata e registrata nell'apposito conto corrente che ogni comitato elettorale deve accendere in una banca, con tanto di mandatario elettorale che ha potere di firma. Al momento nessuna inchiesta, ma ci sono accertamenti preliminari disposti dalla procura e affidati ai carabinieri della polizia giudiziaria.
L'accertamento prende le mosse dall'intervento dell'ex sindaco Pietro Fazzi dopo l'intervista rilasciata al sito internet "gazzettalucchese" dall'ex capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale e attuale leader dello schieramento Forza Lucca, Maurizio Dinelli. Fazzi, replicando a un'affermazione di Dinelli sulla scelta di Hadj alla presidenza della Lucchese, domanda se l'allora coordinatore comunale di Forza Italia sa dire come sia stato speso quel contributo elettorale. Fazzi in procura . Le dichiarazioni non sono passate inosservate in procura, tanto che ieri mattina l'ex primo cittadino è stato convocato dal magistrato e sentito a sommarie informazioni come persona informata dei fatti. Un colloquio - alla presenza di un ufficiale di polizia giudiziaria - durato 45 minuti, al termine dei quali Pietro Fazzi ha fornito ai cronisti la sua versione dei fatti: «Nella campagna elettorale del 2007 per il Comune, la processione verso il dottor Fouzi Hadj continuava e le foto si sprecavano senza tanti complimenti. Non solo: da lui furono dati contributi per le campagne elettorale di entrambi gli schieramenti. Il dottore commercialista Maurizio Dinelli, che allora era coordinatore comunale di Forza Italia, saprebbe dire come sono stati spesi? E, viste le sue elevate ambizioni morali, vuol farci sapere se li ha restituiti?». Ai cronisti che gli chiedono come sia venuto in possesso di queste informazioni, Fazzi risponde senza tanti giri di parole: «Le ho sapute da Fouzi Hadj (indagato per bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione dalla procura che ne ha chiesto, assieme ad altre 7 persone, il rinvio a giudizio) che me le ha confermate in occasione della revoca della concessione dello stadio alla vecchia proprietà, di cui l'imprenditore siro-armeno era la massima espressione. Mi ha riferito che in occasione della campagna elettorale del 2007 i contributi lui li aveva elargiti ad entrambi gli schieramenti politici.
Anzi, mi riferì anche altri particolari sui soldi elargiti al centrosinistra». Nessuna responsabilità. Fazzi continua a rimandare al mittente la responsabilità dell'arrivo di Fouzi Hadj a Lucca che trapela nell'intervista rilasciata da Dinelli. «Il siro-armeno venne accompagnato in Comune e presentato al sottoscritto nella primavera 2005 dall'allora presidente della Lucchese, Aldo Grassi, colui che doveva riscuotere il prezzo della compravendita.
Voleva il gradimento dell'amministrazione e io lo accordai sulla base di una simpatia a pelle con il compianto allenatore Franco Scoglio e su autorevolissime referenze. Poco prima di ricevere Scoglio, Hadj e Grassi, ricevetti una telefonata dall'allora questore Maurizio Manzo (oggi questore di Pistoia) che senza alcuna mia sollecitazione mi parlò benissimo dell'uomo d'affari siro-armeno raccomandatogli dal suo amico e collega e allora questore di Genova, Oscar Fioriolli, (Manzo era stato per anni responsabile dell'ufficio stranieri nel capoluogo ligure)». Ipotesi di reato.
Al momento non ci sono ipotesi di reato. Ma nel caso venga appurata l'esistenza di quell'assegno consegnato per la campagna elettorale al comitato pro Favilla la procura potrebbe ipotizzare un'ulteriore bancarotta distrattiva nei confronti dell'ex presidente della Lucchese, Fouzi Hadj, che avrebbe sottratto in una situazione già sofferente ulteriori risorse ai creditori; oppure un illecito finanziamento al partito nel caso che l'effetto o il contante non sia stato contabilizzato. Da non escludere l'ipotesi di una appropriazione indebita nel caso quei soldi fossero stati utilizzati per fini diversi rispetto a quelli per cui erano stati devoluti. Luca Tronchetti LUCCA.
La procura della Repubblica vuol capire se Fouzi Hadj, ex presidente della Lucchese Calcio fallita con sentenza del tribunale datata 19 novembre 2008, consegnò veramente un assegno da 7.500 euro a un emissario del centrodestra per la campagna elettorale 2007 del candidato sindaco Mauro Favilla. E, nel caso la circostanza venga suffragata da documenti, capire dove sia finito quel denaro, come sia stato speso, se qualcuno se ne sia indebitamente appropriato, se quella somma sia stata o meno contabilizzata e registrata nell'apposito conto corrente che ogni comitato elettorale deve accendere in una banca con tanto di mandatario elettorale che ha potere di firma.
Al momento nessuna inchiesta, ma accertamenti preliminari disposti dalla procura e affidati all'aliquota dei carabinieri della polizia giudiziaria. Un accertamento che prende le mosse dall'intervento dell'ex sindaco Pietro Fazzi su un'intervista rilasciata al sito internet «gazzettalucchese» dall'ex capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale e attuale leader dello schieramento Forza Lucca, Maurizio Dinelli. Fazzi, replicando a un'affermazione di Dinelli sulla scelta di Hadj alla presidenza della Lucchese, domanda se l'allora coordinatore comunale di Forza Italia sa dire come sia stato speso quel contributo elettorale.
FAZZI IN PROCURA Dichiarazioni che non sono passate inosservate alla procura tanto che ieri mattina l'ex primo cittadino è stato convocato dal magistrato e sentito a sommarie informazioni come persona informata dei fatti. Un colloquio - alla presenza di un ufficiale di polizia giudiziaria - durato 45 minuti al termine dei quali Pietro Fazzi ha fornito ai cronisti la sua versione dei fatti: «Nella campagna elettorale del 2007 per il Comune, la processione verso il dottor Fouzi Hadj continuava e le foto si sprecavano senza tanti complimenti. Non solo: da lui furono dati contributi per le campagne elettorale di entrambi gli schieramenti.
Il dottore commercialista Maurizio Dinelli, che allora era coordinatore comunale di Forza Italia, saprebbe dire come sono stati spesi? E, viste le sue elevate ambizioni morali, vuol farci sapere se li ha restituiti?». Ai cronisti che gli chiedono come sia venuto in possesso di queste informazioni, Fazzi risponde senza tanti giri di parole: «Le ho sapute da Fouzi Hadj (indagato per bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione dalla procura di Lucca che ne ha chiesto, assieme ad altre 7 persone, il rinvio a giudizio) che me le ha confermate in occasione della revoca della concessione dello stadio alla vecchia proprietà di cui l'imprenditore siro-armeno era la massima espressione. Riferendomi che in occasione della campagna elettorale del 2007 i contributi lui li aveva elargiti ad entrambi gli schieramenti politici. Anzi, mi riferì anche altri particolari sui soldi elargiti al centrosinistra».
ZERO RESPONSABILITA' Fazzi - come peraltro sempre riportato dal nostro quotidiano - rimanda al mittente la responsabilità dell'arrivo di Fouzi Hadj a Lucca che trapela nell'intervista rilasciata da Dinelli. «Il siro-armeno venne accompagnato in comune e presentato al sottoscritto nella primavera 2005 dall'allora presidente della Lucchese, Aldo Grassi, colui che doveva riscuotere il prezzo della compravendita. Voleva il gradimento dell'amministrazione e io lo accordai sulla base di una simpatia a pelle con il compianto allenatore Franco Scoglio e su autorevolissime referenze.
Perchè poco prima di ricevere Scoglio, Hadj e Grassi ricevetti una telefonata dall'allora questore Maurizio Manzo (oggi questore di Pistoia) che senza alcuna mia sollecitazione mi parlò benissimo dell'uomo d'affari siro-armeno raccomandatogli dal suo amico e collega e allora questore di Genova, Oscar Fiorolli, (Manzo era stato per anni responsabile dell'ufficio stranieri nel capoluogo ligure)». IPOTESI DI REATO Al momento non ci sono ipotesi di reato.
Ma nel caso venga appurata l'esistenza di quell'assegno consegnato per la campagna elettorale al comitato pro Favilla la procura potrebbe ipotizzare un'ulteriore bancarotta distrattiva nei confronti dell'ex presidente della Lucchese, Fouzi Hadj, che avrebbe sottratto in una situazione già sofferente ulteriori risorze ai creditori oppure un illecito finanziamento al partito nel caso che l'effetto o il contante non sia stato contabilizzato o infine un'appropriazione indebita se quei soldi siano stati utilizzati per fini diversi rispetto a quelli per cui erano stati devoluti.
E, nel caso la circostanza venga suffragata da documenti, capire dove sia finito quel denaro, come sia stato speso, se qualcuno se ne sia indebitamente appropriato, se quella somma sia stata o meno contabilizzata e registrata nell'apposito conto corrente che ogni comitato elettorale deve accendere in una banca, con tanto di mandatario elettorale che ha potere di firma. Al momento nessuna inchiesta, ma ci sono accertamenti preliminari disposti dalla procura e affidati ai carabinieri della polizia giudiziaria.
L'accertamento prende le mosse dall'intervento dell'ex sindaco Pietro Fazzi dopo l'intervista rilasciata al sito internet "gazzettalucchese" dall'ex capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale e attuale leader dello schieramento Forza Lucca, Maurizio Dinelli. Fazzi, replicando a un'affermazione di Dinelli sulla scelta di Hadj alla presidenza della Lucchese, domanda se l'allora coordinatore comunale di Forza Italia sa dire come sia stato speso quel contributo elettorale. Fazzi in procura . Le dichiarazioni non sono passate inosservate in procura, tanto che ieri mattina l'ex primo cittadino è stato convocato dal magistrato e sentito a sommarie informazioni come persona informata dei fatti. Un colloquio - alla presenza di un ufficiale di polizia giudiziaria - durato 45 minuti, al termine dei quali Pietro Fazzi ha fornito ai cronisti la sua versione dei fatti: «Nella campagna elettorale del 2007 per il Comune, la processione verso il dottor Fouzi Hadj continuava e le foto si sprecavano senza tanti complimenti. Non solo: da lui furono dati contributi per le campagne elettorale di entrambi gli schieramenti. Il dottore commercialista Maurizio Dinelli, che allora era coordinatore comunale di Forza Italia, saprebbe dire come sono stati spesi? E, viste le sue elevate ambizioni morali, vuol farci sapere se li ha restituiti?». Ai cronisti che gli chiedono come sia venuto in possesso di queste informazioni, Fazzi risponde senza tanti giri di parole: «Le ho sapute da Fouzi Hadj (indagato per bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione dalla procura che ne ha chiesto, assieme ad altre 7 persone, il rinvio a giudizio) che me le ha confermate in occasione della revoca della concessione dello stadio alla vecchia proprietà, di cui l'imprenditore siro-armeno era la massima espressione. Mi ha riferito che in occasione della campagna elettorale del 2007 i contributi lui li aveva elargiti ad entrambi gli schieramenti politici.
Anzi, mi riferì anche altri particolari sui soldi elargiti al centrosinistra». Nessuna responsabilità. Fazzi continua a rimandare al mittente la responsabilità dell'arrivo di Fouzi Hadj a Lucca che trapela nell'intervista rilasciata da Dinelli. «Il siro-armeno venne accompagnato in Comune e presentato al sottoscritto nella primavera 2005 dall'allora presidente della Lucchese, Aldo Grassi, colui che doveva riscuotere il prezzo della compravendita.
Voleva il gradimento dell'amministrazione e io lo accordai sulla base di una simpatia a pelle con il compianto allenatore Franco Scoglio e su autorevolissime referenze. Poco prima di ricevere Scoglio, Hadj e Grassi, ricevetti una telefonata dall'allora questore Maurizio Manzo (oggi questore di Pistoia) che senza alcuna mia sollecitazione mi parlò benissimo dell'uomo d'affari siro-armeno raccomandatogli dal suo amico e collega e allora questore di Genova, Oscar Fioriolli, (Manzo era stato per anni responsabile dell'ufficio stranieri nel capoluogo ligure)». Ipotesi di reato.
Al momento non ci sono ipotesi di reato. Ma nel caso venga appurata l'esistenza di quell'assegno consegnato per la campagna elettorale al comitato pro Favilla la procura potrebbe ipotizzare un'ulteriore bancarotta distrattiva nei confronti dell'ex presidente della Lucchese, Fouzi Hadj, che avrebbe sottratto in una situazione già sofferente ulteriori risorse ai creditori; oppure un illecito finanziamento al partito nel caso che l'effetto o il contante non sia stato contabilizzato. Da non escludere l'ipotesi di una appropriazione indebita nel caso quei soldi fossero stati utilizzati per fini diversi rispetto a quelli per cui erano stati devoluti. Luca Tronchetti LUCCA.
La procura della Repubblica vuol capire se Fouzi Hadj, ex presidente della Lucchese Calcio fallita con sentenza del tribunale datata 19 novembre 2008, consegnò veramente un assegno da 7.500 euro a un emissario del centrodestra per la campagna elettorale 2007 del candidato sindaco Mauro Favilla. E, nel caso la circostanza venga suffragata da documenti, capire dove sia finito quel denaro, come sia stato speso, se qualcuno se ne sia indebitamente appropriato, se quella somma sia stata o meno contabilizzata e registrata nell'apposito conto corrente che ogni comitato elettorale deve accendere in una banca con tanto di mandatario elettorale che ha potere di firma.
Al momento nessuna inchiesta, ma accertamenti preliminari disposti dalla procura e affidati all'aliquota dei carabinieri della polizia giudiziaria. Un accertamento che prende le mosse dall'intervento dell'ex sindaco Pietro Fazzi su un'intervista rilasciata al sito internet «gazzettalucchese» dall'ex capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale e attuale leader dello schieramento Forza Lucca, Maurizio Dinelli. Fazzi, replicando a un'affermazione di Dinelli sulla scelta di Hadj alla presidenza della Lucchese, domanda se l'allora coordinatore comunale di Forza Italia sa dire come sia stato speso quel contributo elettorale.
FAZZI IN PROCURA Dichiarazioni che non sono passate inosservate alla procura tanto che ieri mattina l'ex primo cittadino è stato convocato dal magistrato e sentito a sommarie informazioni come persona informata dei fatti. Un colloquio - alla presenza di un ufficiale di polizia giudiziaria - durato 45 minuti al termine dei quali Pietro Fazzi ha fornito ai cronisti la sua versione dei fatti: «Nella campagna elettorale del 2007 per il Comune, la processione verso il dottor Fouzi Hadj continuava e le foto si sprecavano senza tanti complimenti. Non solo: da lui furono dati contributi per le campagne elettorale di entrambi gli schieramenti.
Il dottore commercialista Maurizio Dinelli, che allora era coordinatore comunale di Forza Italia, saprebbe dire come sono stati spesi? E, viste le sue elevate ambizioni morali, vuol farci sapere se li ha restituiti?». Ai cronisti che gli chiedono come sia venuto in possesso di queste informazioni, Fazzi risponde senza tanti giri di parole: «Le ho sapute da Fouzi Hadj (indagato per bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione dalla procura di Lucca che ne ha chiesto, assieme ad altre 7 persone, il rinvio a giudizio) che me le ha confermate in occasione della revoca della concessione dello stadio alla vecchia proprietà di cui l'imprenditore siro-armeno era la massima espressione. Riferendomi che in occasione della campagna elettorale del 2007 i contributi lui li aveva elargiti ad entrambi gli schieramenti politici. Anzi, mi riferì anche altri particolari sui soldi elargiti al centrosinistra».
ZERO RESPONSABILITA' Fazzi - come peraltro sempre riportato dal nostro quotidiano - rimanda al mittente la responsabilità dell'arrivo di Fouzi Hadj a Lucca che trapela nell'intervista rilasciata da Dinelli. «Il siro-armeno venne accompagnato in comune e presentato al sottoscritto nella primavera 2005 dall'allora presidente della Lucchese, Aldo Grassi, colui che doveva riscuotere il prezzo della compravendita. Voleva il gradimento dell'amministrazione e io lo accordai sulla base di una simpatia a pelle con il compianto allenatore Franco Scoglio e su autorevolissime referenze.
Perchè poco prima di ricevere Scoglio, Hadj e Grassi ricevetti una telefonata dall'allora questore Maurizio Manzo (oggi questore di Pistoia) che senza alcuna mia sollecitazione mi parlò benissimo dell'uomo d'affari siro-armeno raccomandatogli dal suo amico e collega e allora questore di Genova, Oscar Fiorolli, (Manzo era stato per anni responsabile dell'ufficio stranieri nel capoluogo ligure)». IPOTESI DI REATO Al momento non ci sono ipotesi di reato.
Ma nel caso venga appurata l'esistenza di quell'assegno consegnato per la campagna elettorale al comitato pro Favilla la procura potrebbe ipotizzare un'ulteriore bancarotta distrattiva nei confronti dell'ex presidente della Lucchese, Fouzi Hadj, che avrebbe sottratto in una situazione già sofferente ulteriori risorze ai creditori oppure un illecito finanziamento al partito nel caso che l'effetto o il contante non sia stato contabilizzato o infine un'appropriazione indebita se quei soldi siano stati utilizzati per fini diversi rispetto a quelli per cui erano stati devoluti.
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