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Lucca

Il sindaco difende l'assessore in lizza al concorso per vigile

Elio Cappellini assessore lucchese con delega alla polizia municipale
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Elio Cappellini assessore lucchese con delega alla polizia municipale

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LUCCA. «Nella posizione attuale dell'assessore Elio Cappellini non ravviso elementi di incompatibilità. È giovane, fa l'assessore, ma niente gli vieta di partecipare a un concorso per conquistare un posto di lavoro. Anche se lo vincesse, non sarebbe incompatibile con il suo incarico di assessore». Parla il sindaco Mauro Favilla, e sgombra il campo alle polemiche che negli ultimi giorni hanno investito Cappellini. Cappellini, delega alla polizia municipale, ha partecipato, a Forte dei Marmi, a un concorso per nove posti come vigile urbano nella cui commissione esaminatrice siede Antonella Manzione, capo della polizia municipale lucchese attualmente in aspettativa per avere accettato un incarico di vice comandante dei vigili urbani a Firenze.  Il caso è esploso senza che però nessuno, a livello normativo, abbia sollevato obiezioni in merito a presunte azioni contro legge dell'assessore. Forse di più ha colpito la presenza di Antonella Manzione nella commissione esaminatrice. Il capogruppo del Pd Alessandro Tambellini ha presentato un'interrogazione urgente al sindaco sollevando la questione del conflitto d'interesse.  Ma dalle parole di Favilla, la risposta che in sede istituzionale sarà resa all'interrogazione sembra già chiara. Il sindaco non ravvisa conflitti di interesse: «Cappellini ha fatto domande in concorsi di tanti Comuni, non può conoscere a priori la composizione della commissione esaminatrice. Vedrà cosa fare se questa situazione creasse inopportunità, e quindi deciderà. Al momento non considero la sua posizione un problema. Oltretutto ero a conoscenza che aveva partecipato a dieci concorsi o anche più. Mi pare normale per un giovane. E dove vince, entrerà in servizio».  Favilla continua: «La legge prevede che un assessore, se dipendente di una ditta, deve scegliere se svolgere il suo incarico a tempo pieno prendendo quindi un periodo di aspettativa dal lavoro o se svolgerlo nel tempo che gli rimane dal lavoro. Così deciderà anche Cappellini». Che, interpellato, preferisce non rispondere: «Si parla del nulla, è solo gossip e io non ne faccio».

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