Il Tirreno

Lucca

Partite le multe a chi scarica rifiuti da fuori comune

Barbara Antoni
Partite le multe a chi scarica rifiuti da fuori comune

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Sono partite le multe ai non residenti sul territorio lucchese che vengono a buttare i propri rifiuti nei cassonetti cittadini. Multe assai salate: trecento euro per chi getta il sacco dentro il cassonetto, 450 per chi lo abbandona fuori. Un'impresa ardua ma non impossibile per l'amministrazione, che è riuscita a mettere in campo un folto gruppo di controllori, tutti rigorosamente in borghese.

In tutto, venti volontari dell'Ampana e un numero di vigili urbani. Una task force organizzata sul modello americano, commenta il vicesindaco Giovanni Pierami, con delega all'ambiente. I "controllori" dei cassonetti sorvegliano le zone di confine con il territorio capannorese ma anche altre giudicate a rischio scarico di rifiuti sia di giorno che di notte: i volontari dell'associazione Ampana (protezione animali natura ambiente) in base alla loro organizzazione, i vigili in base alla disponibilità di tempo in rapporto a tutti gli altri servizi che devono svolgere. Per presentarsi esibiscono il tesserino: succede quando pizzicano un cittadino non lucchese a gettare i propri rifiuti in un cassonetto sul territorio lucchese. «Non è tollerabile - sottolinea infatti Pierami - che i cittadini lucchesi debbano pagare lo smaltimento dei rifiuti di residenti in altri comuni». Il disagio nasce dal fatto, secondo l'amministrazione, che alcuni residenti sul territorio di Capannori preferiscano scaricare i propri rifiuti in territorio lucchese, per evitare di adempiere ai comportamenti richiesti per attuare la raccolta differenziata nel loro comune di residenza. L'abitudine a scaricare in territorio lucchese era stata notata da tempo, non solo nelle zone di immediato confine con Capannori ma anche in altri punti nevralgici. «Non possiamo mettere un vigile per ogni cassonetto - aggiunge Pierami -, ma cerchiamo di sorvegliare tutte le parti del territorio dove si notano aumenti nella produzione di rifiuti indifferenziati». La campagna per verificare i comportamenti scorretti in materia di rifiuti (e la relativa possibilità di elevare le multe, quando le scorrettezze vengono verificate o colte in flagrante) è partita da una ventina di giorni. A inizio ottobre al più tardi, conferma Pierami, si farà un primo bilancio delle multe comminate. Attende quei dati anche Roberto Paolini, direttore di Sistema Ambiente.

Il quale con i propri occhi, in particolare nella zona di Antraccoli, ha constatato la quantità di rifiuti in sacchetti con l'etichetta di Ascit (l'azienda che gestisce i rifiuti a Capannori) gettata nei cassonetti sul territorio lucchese. «Non sarà un caso - sbotta - se nel primo semestre 2010 i rifiuti indifferenziati sono aumentati di 1.300 tonnellate, mentre nelle altre realtà si regista un calo. Credo comunque che il vero deterrente ai comportamenti scorretti sarà di sapere il numero e l'entità delle multe. Per ora, purtroppo, il fenomeno dell'abbandono selvaggio persiste. Credo che allo stato attuale sia calato di poco».

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