Sicurezza
Per lesioni colpose a una casalinga di S. Anna
Confermata in Appello la condanna all'ex primario
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Il presidio ospedaliero di Pisa 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Anche per la Corte d'Appello di Firenze l'ex primario di ginecologia dell'ospedale Santa Chiara di Pisa - il professor Virgilio Facchini, 69 anni - è colpevole di lesioni colpose ai danni di una casalinga quarantenne di S. Anna. La Corte d'Appello ha confermato la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Pisa: 20 giorni di reclusione trasformati in una multa pari a 766 euro. Pena pecuniaria che il medico non pagherà avendo ottenuto la sospensione condizionale. E stato però confermata la condannato al versamento, a titolo provvisionale, di 25mila euro in favore della donna lucchese costituitasi parte civile. Il suo legale, Paolo Mei, ha in corso una causa civile per determinare l'esatto risarcimento del danno causato alla sua assistita che non sarebbe stata curata nel modo adeguato. La giovane mamma avrebbe subito lesioni all'intestino durante un cesareo. Lesioni che avrebbero provocato una peritonite richiedendo un intervento chirurgico per la parziale asportazione dell'intestino e alle complicanze di un'embolia con malesseri fisici durati nel tempo. Il processo era iniziato nel gennaio 2007 e i quattro medici finiti alla sbarra erano difesi dagli avvocati Patrizio Pugliese e Luca Pietrini. Il giudice monocratico Luca Salutini, oltre alla condanna dell'ex primario di ginecologia del Campo di Marte, aveva assolto con formula piena gli altri imputati: il dottor Pietro Bottone, 52 anni, il dottor Stefano Luperi, 60 anni, entrambi di Pisa, e la dottoressa Alessandra Peruttelli, 42 anni, residente ad Avenza. L'odissea della donna era iniziata nell'agosto del 2003. Quando, dopo un cesareo, mise alla luce una bella bambina. Poco dopo il parto iniziò a sentirsi male e ad accusare forti dolori all'addome. I medici l'avrebbero curata con antidolorifici e dopo tre giorni l'avrebbero dimessa nonostante accusasse forti dolori. La neomamma continuò a star male al punto che la mattina dopo il rientro a casa, visitata dalla sorella medico, sarebbe stata accompagnata all'ospedale Campo di Marte dove venne ricoverata e sottoposta ad un intervento chirurgico d'urgenza per l'asportazione parziale dell'intestino cieco. Mentre la casalinga era ricoverata in ospedale le venne diagnosticata anche un'embolia polmonare.
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