Il Tirreno

Lucca

Per i bidelli 150 posti in meno

Un’altra immagine dell’assemblea
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Un’altra immagine dell’assemblea

Contestato anche il blocco degli scatti di anzianità per gli insegnanti

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 LUCCA. Centocinquanta posti di lavoro in meno per gli Ata, i collaboratori scolastici (ex bidelli) da 850 (circa) euro netti al mese. Una emorragia su cui calca la mano Marcella Zani, segretaria provinciale della Federazione Lavoratori Conoscenza (Flc) Cgil, in una mattinata (quella dell'assemblea provinciale di insegnanti, sindacati, personale ausiliario, genitori nella palestra dell'istituto comprensivo Carlo Piaggia di Capannori) che la sindacalista definisce «decisamente splendida, ha dato una bella sensazione e la carica per andare avanti. Ma la situazione della scuola - aggiunge, e le si oscura il sorriso - è tragica: quest'anno in provincia abbiamo 236 posti di lavoro in meno. È la prima volta che abbiamo crolli di questo tipo». E racconta, riguardo la situazione dei collaboratori scolastici, che «fino a tre anni fa si andava a cercarli al centro per l'impiego, si esaurivano tutte le fasce di graduatoria e ne mancavano ancora. Quest'anno, si è attinto solo dalla prima fascia e ci si è fermati a quota 350. In 150 sono senza lavoro».  Zani si sofferma anche sul blocco degli scatti di anzianità per gli insegnanti, uno degli aspetti introdotti dal ministro Gelmini. «Il blocco degli scatti per tre anni - dice Marcella Zani - di fatto è una manovra sulle pensioni del pubblico impiego: significa che sulla buonuscita ci saranno riduzioni da 2mila euro per chi guadagna meno a 4mila per chi guadagna di più. E le pensioni saranno inferiori di 200-300 euro al mese». E anticipa che «organizzeremo al più presto una riunione con genitori e insegnanti alla Pia Casa. Come Cgil proclameremo un'ora di sciopero degli insegnanti ogni quindici giorni da ottobre a Natale».  «Ci siamo trovati di fronte a una partecipazione eccezionale a questa assemblea - aggiunge Rino Capasso, responsabile provinciale dei Cobas scuola -. Molte scuole sono chiuse: è il segno tangibili di lotta. Proporremo una serie di iniziative per continuarla».  Infatti, il documento unitario dei sindacati Flc Cgil, Cobas e Gilda, parla chiaro. «In provincia di Lucca - si spiega - ci sono quest'anno 21 cattedre in meno alle primarie, 60 alle medie, 52 alle superiori, 15 per il sostegno, 66 posti di collaboratori scolastici, 13 assistenti amm. e 9 assistenti tecnici per un totale di 236 posti di lavoro persi in un anno. Ma tutto questo avrà effetto anche sulla qualità della scuola non solo con la perdita della continuità didattica, ma con la riduzione delle ore di lezione e del numero delle classi (in presenza di 5.457 studenti in più in Toscana) e con l'aumento progressivo del numero degli alunni per classe. Nelle prime e terze delle superiori si va da un minimo di 27 alunni ad un massimo di 30 derogabile fino a 33: la gestione delle classi sarà sempre più difficile e sarà impossibile un approccio didattico individualizzato».  «A tutto ciò si aggiunge il blocco dei triennale dei contratti e degli scatti di anzianità - si sottolinea -: determinerà una perdita salariale in 3 anni fino a 7mila euro lordi pro capite; ma siccome il 2010, 2011 e 2012 non saranno più conteggiati ai fini della progressione di carriera, ogni docente e Ata perderà dai 29.000 ai 41.000 euro fino alla fine della carriera».  L'assemblea, si afferma, ha dato il segnale chiaro di continuare la mobilitazione, in varie forme. In particolare, si espliciterà nel «non dare il consenso per cattedre superiori alle 18 ore, non dare la disponibilità ad effettuare supplenze o - per gli Ata - a effettuare straordinari, ad accettare orari spezzati o su più plessi; a non svolgere le attività aggiuntive non obbligatorie, come il coordinamento di classi e dipartimenti, responsabilità di laboratorio; progetti vari». Il blocco riguarderà anche visite guidate e viaggi di istruzione, non saranno accettati «alunni smistati da altre classi» e saranno denunciate «tutte le forme di illegalità lesive del diritto allo studio e tese a non nominare supplenti, come anche le violazioni delle norme sulla sicurezza (al massimo saranno tollerate 26 persone per aula)».  «L'assemblea - si conclude - è consapevole delle problematiche connesse a questa mobilitazione, ma la ritiene indispensabile di fronte alla drammaticità del processo in atto di dequalificazione della scuola pubblica e al potenziamento di quella privata». B.A.

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