Sicurezza
La storia di Marilena, docente di lettere a Barga
Chilometri e sacrifici per 500 euro di stipendio
B.A.
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LUCCA. Marilena Calabrò, trent'anni, origini calabresi, insegna lettere. Vive a Pisa e, quest'anno come l'anno scorso, ha un incarico per sette ore settimanali in una scuola di Barga. Chilometri, sacrificio e dedizione per il proprio lavoro, in cui crede fermamente. Per seicento euro mensili, che - detratte le tasse - diventano cinquecento o poco più. «Noi precari - racconta Marilena - siamo i primi a dover pagare le tasse. Dai nostri compensi dobbiamo detrarre il 23%. Ci penalizza ulteriormente il fatto che un precario, nel corso di un anno, può avere incarichi in più scuole, e ogni scuola è un'azienda che compila la propria busta paga». Fra le sue abilitazioni, Marilena ha anche quella per il sostegno. Ma «ormai - racconta - vengono considerati disabili solo i casi gravi, invece ci sono molti altri ragazzi con problemi, che vengono inseriti nelle classi normali. È ingiusto che uno Stato tagli ai disabili il diritto al sostegno».
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