Sicurezza
Favilla tace, crisi irrisolta
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Da sinistra Ravenni, Baudone e Cervelli (Vip) Il Pdl: il Comune vada avanti con noi come asse portante
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LUCCA. La convocazione ai partiti del centrodestra non è arrivata. Un altro giorno è passato e la crisi politica in Comune resta in una posizione di stallo, perché l'annunciata proposta del sindaco Mauro Favilla non è stata resa nota. Ieri i telefonini degli esponenti delle forze che sostengono la maggioranza sono rimasti accesi. Tutti erano in attesa di uno squillo del primo cittadino per poi raggiungere Palazzo Orsetti, mettersi a un tavolo, ascoltare la soluzione su cui discutere e poi (a costo di fare le ore piccole) tirare le conclusioni. Ma Favilla non ha chiamato. Con disappunto di Forza Lucca, che senza un segnale preciso sul programma dal 23 settembre si limiterà all'appoggio esterno. Una mossa inevitabile in assenza di segnali concreti, dicono Baudone e Dinelli, che può avere effetti devastanti. Vale a dire, può causare la caduta dell'esecutivo. Già nel momento in cui Forza Lucca presenterà la mozione di sfiducia contro il presidente del consiglio Agnitti: se dovesse passare, per la maggioranza sarebbe uno smacco terribile. Molti vedono una eventualità del genere come l'inizio della fine per la giunta. Altra prova del fuoco (ammesso di fare in tempo) è il voto sulla variazione di bilancio. Andare sotto significherebbe automaticamente chiudere baracca e burattini e prepararsi alle elezioni anticipate. Il Pdl dice che la giunta deve andare avanti. Secondo il presidente provinciale Ravenni e la sua vice, Cervelli, «le polemiche che hanno accompagnato questa fase politica lucchese, con un curioso parallelismo con quella nazionale, sono risultate stucchevoli per molta parte dei cittadini che, spesso, non riescono a comprendere i motivi di certi comportamenti e a giustificare certe azioni. In questa fase concitata, c'è il rischio che si possa equivocare sulla portata di certe posizioni, come ad esempio quella del Pdl, e che i cittadini pensino a un rallentamento della quotidiana azione della giunta. «A questo riguardo vogliamo sgombrare il campo da ogni dubbio e ribadire quali sono i valori guida della nostra azione amministrativa. Innanzitutto non facciamo la guerra a nessuno. Abbiamo solo la necessità, perché ce lo chiedono migliaia di elettori, di vedere rispettato il nostro ruolo e la nostra dignità. La nostra parola d'ordine è fedeltà alle alleanze e ai programmi, secondo un criterio generale di responsabilità che ha sempre guidato ogni scelta e ogni decisione, ricordando che chi oggi ci attacca è stato con noi da sempre, ha preparato la campagna elettorale delle comunali con noi, è stato eletto sotto i nostri simboli, lavorando per la costruzione del gruppo unico e di tutti gli altri passaggi politici che hanno caratterizzato la nascita del Pdl a Lucca. Noi vogliamo assolutamente che la giunta Favilla, che ha ben operato, vada avanti nel pieno della sua forza politico-amministrativa e non abbiamo mai operato alcun atto che potesse indebolirla. Per rafforzare l'amministrazione comunale ci vuole un passo avanti, che superi questa fase e che faccia capire ai cittadini che la nostra attenzione è stata e ora è più che mai concentrata sui progetti e sui programmi per realizzare quanto i cittadini lucchesi si attendono dalla nostra maggioranza. È auspicabile la chiusura di questa fase e l'attivazione anche esplicita di un rilancio della giunta Favilla determinata dalla realizzazione di punti di programma e non da sterili polemiche o contrapposizioni che non servono a nessuno». Infine, l'ex sindaco Fazzi attacca Dinelli e Baudone: «È evidente che sono all'ultimo bluff. Dopo una serie di tira e molla, dopo un interminabile pirotecnìa di richieste velleitarie e strampalate, tutte accomunate dalla più assoluta indifferenza verso la volontà degli elettori ecco che il termine inderogabile e assolutamente non rinviabile viene derogato e rinviato. La posizione ferma e chiara del Pdl lucchese, che non fa sconti ai capricci e alle improvvisazioni, sta dando i suoi frutti. I novelli leader si assumano le loro responsabilità e scelgano: o nella maggioranza, al loro posto, o chiedano il giudizio degli elettori sul loro operato».
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