Italia
Enti locali, «l'impegno è stato massimo»
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Giulio Ciampoltrini funzionario responsabile per la Lucchesia Ciampoltrini (Sovrintendenza): mi auguro che l'attenzione continui
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LUCCA. «Tutti gli enti locali hanno profuso impegno nella valorizzazione del patrimonio archeologico locale». In sintesi, è il pensiero di Giulio Ciampoltrini, funzionario responsabile della Sovrintendenza per il territorio della Lucchesia, in merito alla vicenda degli scavi archeologici di Fossa Nera dove furono rinvenute le fattorie romane, e del Frizzone, dove riaffiorarono il tempio ligneo romano e i quattro scheletri di neonato oggi conservati in un magazzino comunale a Porcari. Nello specifico, Ciampoltrini afferma che «la Provincia, nell'attuale amministrazione e nella precedente, con un esemplare concerto di sforzi con i Comuni di Capannori e Porcari, ha profuso nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio archeologico un impegno straordinario, con il dispiego di risorse finanziarie sin qui inusitato nel territorio provinciale lucchese, i cui risultati sono testimoniati dalle aree archeologiche di Fossa Nera, dai convegni, dalla massa dei materiali accumulati, dagli studi condotti sui materiali stessi, dalle attività di restauro condotte sui materiali, e, infine, dalle pubblicazioni, edite in sedi scientifiche o divulgative». Inoltre, «l'impegno dell'amministrazione provinciale, nella persona del suo presidente (Stefano Baccelli, ndr), è stato massimo, al di là di quelle che sarebbero state le incombenze specifiche, per assicurare la valorizzazione scientifica e culturale dei complessi archeologici emersi nelle opere di realizzazione del casello autostradale di Capannori negli anni 2006-2007». Pertanto, l'auspicio di Ciampoltrini è «che il concorde impegno possa proseguire, in modo tale da raggiungere gli obiettivi condivisi di valorizzazione del patrimonio archeologico, e di salvaguardia dei risultati conseguiti, che richiedono impegni di manutenzione significativi. A tal proposito si coglie l'occasione per rammentare l'imminente apertura della mostra "Munere mortis. Complessi tombali d'età romana nel territorio di Lucca", che dà conto di alcuni dei risultati conseguiti proprio con questo rapporto di collaborazione».
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