Sicurezza
È un flop l'Ostello di Vorno
Arianna Bottari
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Lostello di Vorno ricavato nellex elementare (Vip) Finora una quindicina di clienti per un totale di 30 pernottamenti
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VORNO. L'ostello di Vorno? Un clamoroso flop a giudicare dalle presenze in questa prima stagione. Una quindicina di clienti per un totale di 30 pernottamenti. E il ristorante non è andato meglio. La cooperativa "Lo scoiattolo" è arrivata alla scadenza del contratto stipulato con l'amministrazione comunale e il presidente Giovanni Massoni dice: «Ci hanno lasciati soli». «L'arredamento per le camere è arrivato in giugno - precvisa Massoni -. Sono amareggiato e scoraggiato. Non ho più la voglia di portare avanti questo progetto». La ex scuola di Vorno è divenuta un ostello grazie ad un finanziamento comunitario di 200mila euro. Altri 50mila sono stati spesi per rifare il tetto. Doveva essere il fiore all'occhiello dell'amministrazione comunale di Capannori per quanto riguarda la promozione turistica della zona sud, doveva attirare un turismo giovane, ma poteva essere interessante anche per le famiglie. E invece (fin qui) di clienti se ne sono visti ben pochi. Due camere che possono ospitare fino a quattro persone. Altre due per uno o due clienti. Un ristorante con prodotti e piatti tipici della zona. Attrezzato con il wi-fi per chi non può mancare di utilizzare Internet neanche in vacanza. Un responsabile, personale formato da tre persone, un cuoco. E Giovanni Massoni a fare da presidente-volontario. Insomma, la struttura i numeri ce li avrebbe, persone pronte a lavorare per farla funzionare pure. Peccato - è l'accusa dei gestori - che non sia stata valorizzata e promossa a dovere. «La nostra cooperativa ha vinto l'appalto un anno fa - spiega Massoni - ed eravamo convinti che tutto sarebbe andato per il meglio. Ma non è stato così. Prima di tutto l'ostello non era segnalato neanche sul sito del Comune. Ce ne siamo fatti uno da soli per promuovere le nostre attività. Nessuna indicazione stradale su come trovarci, nessuna forma di pubblicità. E intanto i mesi passavano e non avevamo neanche l'arredamento per le camere. A febbraio siamo partiti di nostra iniziativa con il ristorante, che all'inizio è andato anche benino. Ma poi, vuoi la crisi, vuoi altri fattori, anche quello ha iniziato a rallentare. In giugno, finalmente, ci sono stati consegnati i mobili per le camere da letto e siamo potuti partire con l'attività di ricezione turistica». Ma a quel punto era mancata tutta l'attività di promozione, così di turisti se ne sono visti pochini: una quindicina in tutto, per un totale di 30 pernottamenti, ovvero due notti a testa di media. Poco per una struttura costata oltre 250mila euro. «Un vero peccato - conclude Massoni - non solo dal punto di vista della promozione del turismo locale, ma anche dal quello sociale. La nostra è una cooperativa di tipo B, che inserisce nel mondo del lavoro anche persone svantaggiate. Un motivo in più per far funzionare il progetto, a mio avviso. E invece siamo stati lasciati soli».
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