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Lucca

Ascit, crediti bloccati da Ersu per oltre un milione

Continua il braccio di ferro tra Ascit ed Ersu (vip)
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Continua il braccio di ferro tra Ascit ed Ersu (vip)

Non basta pagare 183mila euro per cancellare il pignoramento, l'azienda versiliese vuole anche le spese legali

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 CAPANNORI. Prosegue il braccio di ferro tra Ascit ed Ersu riguardo all'emissione di un decreto ingiuntivo da 1 milione e 116mila euro da parte della società pubblica di gestione dei rifiuti della Versilia che di fatto blocca i crediti dell'azienda di smaltimento di Capannori. Ad Ersu non è bastato il pagamento di 183mila euro stabilito dall'ordinanza del giudice istruttore Enrico Fontanini che sospendeva la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo - ritenuto irregolare sia da Ascit che anche da Sistema Ambiente - in attesa del pronunciamento nel merito previsto per fine novembre inizio dicembre e che porrà fine alla querelle sul prezzo alla tonnellata (177 euro) applicato da Ersu nel 2008 e nel 2009 per il conferimento in discarica in contrapposizione anche al parere dell'Ato, organo di garanzia.  L'azienda versiliese con tanto di lettera protocollata si dice disposta a rinunciare agli atti esecutivi del pignoramento a condizione che Ascit provveda al rimborso delle spese legali. In sostanza se l'azienda capannorese non liquida 8.800 euro all'avvocato Marchetto, legale di Ersu, la cifra di oltre un milione di euro in crediti esigibili da Ascit resterà bloccata in attesa del pronunciamento del giudice di merito previsto per fine anno. Un bel danno per l'azienda consortile della Piana data la sproporzione tra le spese legali chieste da Ersu (circa 9mila euro) e il credito pignorato (oltre un milione). Per dirimere il contenzioso Ascit è stata costretta ancora una volta a rivolgersi a un giudice. Il 15 settembre il dottor Giulio Giuntoli, giudice dell'esecuzione, chiarirà se nell'ambito della cancellazione del pignoramento le spese legali sono dovute o meno da Ascit e soprattutto in quale misura (calcolate sulla cifra pignorata o su quella versata relativa all'ultimo quadrimestre del 2009).  L'ORIGINE  La controversia nasce nel gennaio 2008 quando Ersu, soggetto pubblico, con lettera fissa un nuovo prezzo per il trasporto e il conferimento in discarica dei rifiuti di Lucca e Capannori: dai 156 euro alla tonnellata a 177,50. Un aumento contestato da Sistema Ambiente e Ascit. Che continuano a pagare 156 euro. Ersu - il cui bilancio d'esercizio 2009 indica una perdita di oltre un milione - invia a fine 2008 pure un conguaglio. A quel punto Lucca e Capannori chiedono l'intervento dell'Ato, organo di garanzia, che ridetermina il prezzo unitario: 153 euro alla tonnellata per il 2008 (133 euro per Ascit per il 2009). Ma Ersu non ci sente. Ottiene dalla sezione di Viareggio del tribunale due decreti ingiuntivi senza però che il giudice conceda l'esecuzione del termine dei 10 giorni dal precetto per fare il pignoramento. Quel credito, pur non essendo esigibile, serve per liquidare un fornitore che deve avere oltre un milione di euro dall'azienda versiliese e minaccia, a sua volta, di ricorrere al giudice. L.T.

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