Finanza
I precari cronici dell'ufficio tributi
Alessandro Petrini
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Candidati a un concorso pubblico (foto di archivio) e sotto lufficio tributi del Comune di Lucca Ora c'è il concorso, loro protestano: «Ci spetta di saltare la preselezione»
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LUCCA. Sei anni di lavoro e la speranza in un contratto a tempo indeterminato che rischia di andare in fumo. Sei come il numero dei dipendenti dell'ufficio Ici del Comune. Allo stato attuale è interamente composto da precari che ora vedono sempre più lontana la possibilità di stabilizzarsi e di trovare l'impiego della vita. Il Comune infatti ha bandito un concorso per assumere "due coordinatori per l'espletamento di attività in materia tecnica, categoria C, posizione economica C1" che andranno a lavorare nel loro ufficio e al loro posto. Un concorso da farsi entro la fine dell'anno per anticipare il blocco delle assunzioni previsto per il 2011 e al quale si preannuncia la partecipazione di circa 2mila candidati che scenderanno a 200 dopo la preselezione. Una cosa piuttosto usuale se non che i sei precari speravano almeno di poter saltare la preselezione e di accedere direttamente alla prova scritta mentre stando alle prescrizioni del bando ora si ritrovano nel mare magnum delle candidature con il passaggio alla prova scritta che rischia di presentarsi come un terno al lotto. Si tratta essenzialmente di una questione di date perché il bando precisa che il diritto a saltare la preselezione spetta a chi ha lavorato per il Comune da almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007. Peccato che loro siano entrati tutti insieme nel dicembre 2004 e che quindi siano costretti a rimanere fuori per un paio di mesi di ritardo. Loro erano stati assunti con contratti di collaborazione continuativa con l'obiettivo di smaltire l'arretrato accumulato negli anni precedenti che aveva mandato in tilt l'ufficio tributi. Poi con una discreta continuità si era proceduto al rinnovo per tre o sei mesi. Un precariato in piena regola che a un certo punto è sfociato anche in una fase di contratto interinale. Questo fino al 2009, quando il Comune ha deciso di procedere con una selezione per inquadrarli a tempo determinato per la durata di un anno con la possibilità di rinnovare un altro anno. «Nessuno ha mai fatto promesse esplicite di assunzione a tempo indeterminato - dicono - ma da sempre abbiamo sentito parlare di un piano di stabilizzazione dei precari. Per questo ora ci troviamo spiazzati da questo concorso che non ci riconosce i sei anni di esperienza e formazione maturati in questo ufficio». Per loro infatti sono poca cosa i tre punti di titoli di servizio che sarebbero riconosciuti al momento della valutazione finale. Il problema è arrivare alla prova scritta passando una preselezione che si annuncia superaffollata e che prevede la scrematura del 90% dei candidati. «Saltare questa prima fase ci sembra il minimo - proseguono -. In altri Comuni come Livorno ci risulta che il personale a tempo determinato sia stato poi assunto a tempo indeterminato». A complicare le cose ci si mette anche il poco tempo a disposizione per studiare. La scadenza del loro contratto a tempo determinato è fissata per il 5 ottobre ed è molto probabile che a loro venga proposto un rinnovo per tre mesi. Entro la fine di settembre infatti saranno inviate alle famiglie le cartelle per l'accertamento dell'Ici relativo al 2005 e al 2006 e i sei precari sono già stati messi in preallarme per il lavoro di front office. «Del resto siamo stati noi a predisporre le cartelle e ad aver seguito caso per caso e senza di noi l'ufficio sarebbe in gravi difficoltà - spiegano -. Ma il tempo che noi passiamo in ufficio è tempo che sottraiamo alla preparazione per il concorso e allora, visto che non possiamo saltare la preselezione, potremmo anche scegliere di rinunciare ai tre mesi di prolungamento del contratto in modo da poter studiare con più calma e più approfonditamente».
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