Il Tirreno

Lucca

Ancora crisi e cassa integrazione

Barbara Antoni
Il segretario Fiom Braccini e sopra la Kme (foto grande) e alcuni lavoratori del settore produttivo di macchinari e loro componenti
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Il segretario Fiom Braccini e sopra la Kme (foto grande) e alcuni lavoratori del settore produttivo di macchinari e loro componenti

Metalmeccanici, settembre porta altre difficoltà. E piccoli segni di ripresa

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 LUCCA. A settembre, la ripresa dell'attività non cancella i venti di crisi per una ventina almeno (stime della Fiom Cgil) di imprese del comparto metalmeccanico provinciale. Imprese produttrici e aziende dell'indotto, anche carrozzerie e tipografie: le situazioni di sofferenza sono spalmate su tutto il comparto, anche se - lo riconosce il segretario provinciale Fiom - rispetto a settembre 2009, la situazione complessiva lascia intravedere qualche avvisaglia in positivo.  «Rispetto all'anno scorso - dice infatti Braccini -, si riscontra un margine di miglioramento, soprattutto nelle industrie di macchine per carta. Bisogna ora vedere quali sono le caratteristiche della tendenza».  Alla Kme. L'industria di Fornaci di Barga che produce laminati in rame, dopo la cassa integrazione straordinaria ha attivato il contratto di solidarietà, che proseguirà fino al 20 aprile 2011. «Per questa azienda - dice Braccini - sembra che ci siano lievi miglioramenti».  Alla Zanchetta. L'azienda di Montecarlo, con circa 80 dipendenti, che produce contenitori farmaceutici, ha attivato dal 5 luglio scorso altre tredici settimane di cassa integrazione ordinaria per 23 dipendenti. «La cassa - dice Braccini - è attiva da giugno 2010, per un problema di flessione produttiva».  N.E. Engineering. L'azienda di Porcari che, con 38 dipendenti, produce macchine per carta, continua con la cassa integrazione fino al 18 settembre, dopo che è stata ritirata una procedura di mobilità per 8 dipendenti. «Anche in questo caso il problema - dice Braccini - è la flessione produttiva».  Chelucci. Nell'azienda di Altopascio che (con 30 dipendenti circa) produce cassoni per camion, la cassa integrazione aperta (a rotazione) dal primo agosto prosegue fino al 9 settembre.  Balleri. Dal 12 luglio scorso, tredici settimane di cassa integrazione ordinaria per l'azienda di Bagni di Lucca che (con circa venti dipendenti) opera nel comparto dell'impiantistica elettrica e gravita nel comparto del cartario.  Alumil. Si dice «molto preoccupato» il sindacato Fiom per la sorte dell'Alumil di Borgo a Mozzano, che dal 7 maggio scorso ha avviato un periodo di tredici settimane di cassa integrazione. «Oltretutto - dice Braccini - questa azienda, prima della cassa integrazione, ha ridotto il personale. Ora i dipendenti sono 35, ma la manovra di tagli di personale non ha dato soluzioni. Siamo preoccupati».  Cassa in deroga. Sono tantissimi, continua il segretario provinciale della Fiom, in provincia, le procedure aperte di cassa integrazione in deroga, che riguarda le piccole aziende. «Ci sono molte tipografie, carrozzerie, che continuano a fare ricorso alla cassa integrazione in deroga, perché manca il lavoro. In media queste aziende hanno quattro, cinque dipendenti al massimo». E i problemi non finiscono qui, dice ancora Braccini. «Dalle aziende metalmeccaniche, indotto compreso, sono stati messi fuori molti contratti a termine. Non abbiamo i dati, ma tutte queste situazioni insieme danno il senso di una flessione importante dell'occupazione. Confidiamo però sulla tenuta di questa linea di ripresa che si staglia. È l'unica che dà uno spiraglio positivo».

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