Il Tirreno

Lucca

In Valle di Soraggio allarme tra i turisti, ma l’operazione è stata autorizzata da enti e Forestale

Abbattuto il bosco di pini e abeti

Luca Dini
I tronchi di albero accatastati lungo la strada nella Valle di Soraggio
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I tronchi di albero accatastati lungo la strada nella Valle di Soraggio

Si vogliono creare le condizioni per far proliferare faggi e castagni

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 CASTELNUOVO. A prima vista può sembrare uno scempio ambientale ed invece è proprio un intervento a tutela dell'ambiente autoctono. Con immancabili risvolti economici. Stiamo parlando dell'opera di disboscamento selettivo in corso nella Valle di Soraggio (Sillano), in uno dei luoghi più belli, incontaminati e difficilmente raggiungibili della Garfagnana.  Da oltre due mesi una squadra di operai forestali con gru, ruspe, enormi trattori e macchinari vari è al lavoro in questo angolo di paradiso che al momento di paradisiaco ha ben poco. Siamo poco oltre l'abitato di Metello, lungo la strada sterrata che sale verso il Rifugio del Monte Prado a fianco del torrente Corte poco distanti dalla Riserva Naturale dell'Orecchiella.  Nel mese di agosto la zona si anima di turisti, villeggianti e cercatori di funghi e mirtilli. E molti di questi sono rimasti esterrefatti quando si sono imbattuti nei lavori in corso. Per circa un chilometro il bellissimo bosco di conifere (pini e abeti) è stato infatti completamente abbattuto. I tronchi, centinaia, vengono puliti sul posto come giganteschi stuzzicadenti e poi immagazzinati uno sopra l'altro ai lati della strada sterrata nei pressi del guado del torrente lungo la deviazione che conduce all'Orecchiella. Da qua raggiungono su trattori la strada asfaltata dove vengono caricati su camion. Le immediate conseguenze sono un bosco scomparso, montagne di residui di corteccia e rami ovunque, centinaia di tronchi accumulati, grande trambusto e una strada sterrata che sembra reggere a fatica il traffico di mezzi e materiali. I lavori in corso sono svolti da ditte specializzate su incarico dell'Asbuc (Amministrazione Separata Beni Uso Civico) della Valle di Soraggio per l'attuazione del piano di gestione dei boschi di proprietà. Piano approvato regolarmente da tutte le autorità competenti e monitorato dal Corpo Forestale dello Stato. Nessun allarme dunque, ma è necessaria una spiegazione. La presenza di conifere in ambito appenninico è infatti un'anomalia. Negli anni 1960 le operazioni di rimboschimento portarono ad un'indiscriminata e frettolosa introduzione di pini e abeti, spontaneamente assenti in zona tranne eccezioni.  Questo a danno delle specie autoctone locali, vale a dire le latifoglie originarie del luogo come faggio o aceri. L'eliminazione delle conifere consentirà quindi la proliferazione delle specie locali di cui il piano sottostante è ricco, in particolare carpino, frassino, castagno e faggio. A fronte di tanti abbattimenti non saranno infatti quasi per niente piantumati giovani alberi in sostituzione, ma il compito di riappropriarsi dei propri spazi verrà lasciato a madre natura che restituirà a questo angolo di Garfagnana l'aspetto di sessanta anni fa.  Oltre ad una logica di ripristino dello stato dei luoghi in linea con una teoria di selvicoltura naturalistica, c'è anche un aspetto economico derivante dalla vendita della grande quantità di legname. Soldi che andranno all'Asbuc della Valle di Soraggio. E la stessa Asbuc dovrà poi curare il ripristino della strada e degli ambienti circostanti. Il Piano di Gestione dei boschi prevede in Garfagnana analoghi interventi in zone ove le conifere hanno tolto lo spazio a faggi e castagni garfagnini.

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