Il Tirreno

Lucca

Libri di testo troppo costosi

Nadia Davini
Studenti dell’Iti e libri di testo per le superiori
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Studenti dell’Iti e libri di testo per le superiori

Solo Fermi, Pertini e Passaglia rientrano nei tetti stabiliti

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 LUCCA. Un vero e proprio optional. Così si potrebbe definire il limite massimo di spesa imposto dal ministero della pubblica istruzione: quasi nessuna scuola superiore lucchese lo rispetta. Solo il "Fermi", il "Pertini" e il "Passaglia" restano nei tetti prestabiliti. I genitori, quindi, si preparino: anche quest'anno, nonostante i rigidi tetti ministeriali, i blocchi sessennali di rinnovo e l'introduzione graduale delle versioni on line, la spesa sarà tutt'altro che contenuta.  Per verificarlo basta una rudimentale analisi delle tabelle pubblicate sui siti internet delle scuole superiori di Lucca. Su 25 classi, scelte a caso tra quelle del primo e del terzo anno (dove il costo dei libri è più elevato), sono 14 ad andare oltre i limiti imposti per legge.  Di quanto? Si va da qualche manciata di euro fino a 100, su tetti che variano in base al tipo di istituto e all'anno da frequentare, ma che generalmente si aggirano intorno ai 300 euro per il primo anno. I casi estremi sono quelli del Classico "Machiavelli" e del Geometri "Nottolini". Nel primo caso la spesa massima sarebbe di 320 euro per la quarta ginnasio e 370 euro per il terzo anno. Ma qui per studiare servono più di quattrocento euro.  Al geometri, poi, la situazione è anche peggiore: 421 euro per la prima e 454 euro per la terza contro i 270 e i 310 euro previsti dal decreto ministeriale. Senza contare la spesa per i testi che non sono da "acquistare" ma che riportano la dicitura "consigliati". La differenza in molti casi è fittizia: per esempio in numerose classi l'edizione della "Divina Commedia" è soltanto suggerita. Ma questo non toglie che una copia dell'opera dantesca vada comunque comprata. E lo stesso vale per i dizionari di latino (83 euro) e greco 98 euro), strumenti indispensabili.  Peccato che in nessuna lista del liceo classico vengano indicati come obbligatori. E nelle altre scuole il discorso non cambia: la prassi è consolidata ovunque. Al liceo delle scienze umane, psico pedagogico e scienze sociali il limite sono osservati solo per il primo anno, ma vengono puntualmente dimenticati al terzo: 389 euro contro i 300 previsti dal Ministero.  Non va meglio al "Vallisneri". Il massimo di spesa stabilito dal Miur di 305 euro per il primo anno e di 310 per il terzo, con deroga del 10 per cento per gli indirizzi sperimentali, c'è solo in apparenza.  Idem al liceo artistico "Passaglia": 272 euro per la prima liceo e 307 per la terza, contro, rispettivamente, i 260 e i 250 euro stabiliti dalla Gelmini). Ai tecnici e ai professionali in genere si spende meno, ma i limiti, che variano dai 240 ai 310 euro a seconda dell'istituto scelto, vengono superati molto spesso. Così all'Itc "Carrara", dove le liste dei libri di testo delle classi prime non sono ancora uscite, causa nuovo ordinamento: in terza indirizzo Erica si può arrivare a spendere fino a 418 euro. Il limite è fissato per 280 euro.  All'agrario "Busdraghi" i libri nel primo anno costano 312 euro e nel terzo 278: il tetto massimo arriva a 270 e 200 euro. Vengono rispettati i limiti al professionale "Giorgi". Ma solo nel primo anno. Già al terzo ci se ne dimentica.  Va detto, però, che lo stesso Ministero si è rivelato un po' "distratto": in una circolare di marzo ha confermato i limiti dell'anno scorso senza tener conto della riforma delle superiori. Che oltre a rivoluzionare le denominazioni degli indirizzi, ha anche introdotto nuove materie già dal primo anno.

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