Il Tirreno

Lucca

Il giovane investitore domani dal gip

Candida Virgone
Andrea Peruzzi con due amiche in Egitto
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Andrea Peruzzi con due amiche in Egitto

Restituita la salma ai familiari: tutto pronto per l'ultimo saluto nella chiesa di Fornoli

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 PISA. Ieri mattina la salma di Andrea Peruzzi, il ragazzo travolto e ucciso da un giovanissimo automobilista martedì in via Luschi, è stata restituita ai familiari. L'addio al ventenne di Bagni di Lucca verrà dato domani pomeriggio alle 17 nella chiesa di Fornoli. Il magistrato che coordina l'inchiesta su questa morte assurda, il pm Antonio Giaconi, aveva disposto, data la chiarezza della morte, il solo esame esterno del corpo.  Esame eseguito a medicina legale dal dottor Alessandro Bassi Luciani, che ha confermato le cause: gravi traumi al torace e al bacino, emorragia interna e frattura della base cranica.  Resta in carcere intanto l'investitore, un clandestino brasiliano di 18 anni, Guillerme Justo De Oliveira Souza. Il magistrato che coordina l'inchiesta su questa morte assurda, il pm Antonio Giaconi, ha firmato ieri la richiesta di convalida dell'arresto. L'udienza di convalida è fissata per domani mattina davanti al gip Carmelina Garreffa.  La sua posizione resta molto grave: il ragazzo è accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e fuga e poi guida senza patente, documento che ha detto di aver perso. La donna che viaggiava con lui, un'altra clandestina brasiliana, 52 anni, Judite Felix De Lima, è stata ascoltata come persona informata sui fatti: è al vaglio la sua posizione nella vicenda ai fini dell'omissione di soccorso, non come codice della strada (articolo 189), che vede la sola responsabilità del conducente, ma come reato del codice penale (articolo 593), che vede la responsabilità di chiunque presente. Difficile anche la posizione della proprietaria del veicolo, Cristina Eunice Gomez, 42 anni, residente in via di Pratale, titolare di un'impresa di pulizie in cui i due clandestini lavoravano occasionalmente e che avrebbe affidato al ragazzo l'auto, fra l'altro non assicurata e ovviamente ora sotto sequestro.  Intanto proseguono le indagini sul delicato caso. L'investitore ha incontrato ieri mattina in carcere il suo avvocato di fiducia, Angela Giovinazzo, con cui ha ricostruito in parte la dinamica dei fatti.  Secondo gli inquirenti - indaga la polizia municipale -, alle 9.30 di martedì Andrea camminava in via Luschi, con un amico, Stefano Strigoli, 22 anni, anche lui di Bagni di Lucca, studente di ingegneria. Iscritto a Economia, il ventenne lucchese voleva passare alla facoltà di Scienze della pace e cercava la sede, nella vicina via Gioberti. Mentre camminavano sul lato destro della strada con direzione via del Borghetto-via Goberti, costeggiando le auto in sosta per vedere meglio l'eventuale cartello della sede, sono stati falciati come birilli alle spalle da una Fiat punto grigia di proprietà di una piccola imprenditrice brasiliana che l'aveva prestata al giovane connazionale. Il ragazzo era bordo con un'altra brasiliana, anche lei clandestina, la macchina ha urtato Stefano al braccio facendolo cadere fra due auto parcheggiate (ed è stata la sua salvezza) e poi si è abbattuta su Andrea schiacciandolo contro un'altra Punto ferma e poi ancora facendolo cadere rovinosamente. Guillerme si sarebbe fermato pochi metri più avanti, sulla sinistra, avrebbe atteso l'arrivo dell'ambulanza, e poi, spaventato perché clandestino, avrebbe abbandonato l'auto allontanandosi a piedi. La sua compagnia di viaggio se ne era andata pochi minuti prima di lui.  Il ragazzo ferito - ha detto al suo avvocato - mi ha chiesto di andare a vedere il nome della strada per dare l'indirizzo esatto ai soccorritori - cosa che ho fatto. Non li ho visti, ho sentito solo il colpo, poi me ne sono andato spaventato. Ai vigili urbani aveva detto di essere in Italia da sette mesi irregolarmente e di aver conseguito la patente di guida in Brasile, ma di averla persa. Il legale ha spiegato ieri che il documento, insieme al passaporto, sarebbe stato poi ritrovato a casa del giovane, in via Canevari.

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