Il Tirreno

Lucca

«Diffamato per anni, ora basta»

«Diffamato per anni, ora basta»

Avvocato rotale vuole la correzione dei dati su di lui

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 LUCCA. Non più disposto a sopportare quella che ritiene una sorta di persecuzione diffamatoria ai suoi danni, l'avvocato rotale Maurizio Incerpi, 60 anni, ha avanzato richiesta al prefetto per una rettifica immediata dei dati informativi acquisiti sino ad ora sul suo conto. Altre richieste ha avanzato all'Ordine degli Avvocati e al presidente del Tribunale.  Al presidente del consiglio dell'Ordine chiede fra l'altro il riconoscimento del proprio titolo di avvocato rotale e l'iscrizione come avvocato rotale nell'Albo degli Avvocati; al presidente del Tribunachiede, nel caso non venisse accolta la domanda di iscrizione da parte dell'Ordine, l'iscrizione nell'Albo dei consulenti (Ctu) presso il Tribunale quale avvocato rotale e quindi esperto in materia ecclesiastica e in diritto concordatario.  Incerpi si prepara anche a chidere un risarcimento almeno morale alla Chiesa al termine di una travagliata storia di rapporti con il Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco, da cui era stato prima sospeso e poi radiato alla fine degli anni Ottanta con un provvedimento che l'avvocato definisce illecito e illegittimo e privo di effetti giuridici.  «La Chiesa - dice Incerpi - è la casa di tutti i fedeli, soprattutto dei laici che sono la stragrande maggioranza. Al suo interno deve esserci giustizia per tutti. Per anni ho taciuto quello che avvenne a Firenze dal dicembre 1987 in poi e che mi costò dapprima un decreto di sospensione biennale dal patrocinio (decreto del 6 aprile 1988) e quindi un decreto di radiazione (decreto dell'8 aprile 1990) dal Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco. Entrambi i decreti erano illeciti e illegittimi per violazione del diritto di difesa e in particolare privo di effetti giuridici, in quanto illecito e illegittimo, era il decreto di radiazione, come sentenziò in data 27 luglio 1992 il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il cui promotore di giustizia "censurò" il decreperché emesso in violazione del diritto di difesa».  La motivazione di quei provvedimenti per Incerpi ha del paradossale: «Fui sospeso nell'aprile 1988 per aver rinunciato ai compensi professionali e per averli devoluti ad enti ecclesiastici e istituti di carità e di beneficenza e parrocchie nelle diocesi di Massa Carrara, Lucca, Livorno, Grosseto, Pistoia. E venni radiato nell'aprile 1990 per non essermi pentito di ciò e per aver continuato a rinunciare aicompensi professionali devolvendo il danaro, nelle intese con i propri patrocinati, ad istituti di carità e di beneficenza, parrocchie e enti ecclesiastici di diocesi della Conferenza Episcopale Toscana. La Sede Apostolica non tenne in alcuna considerazione quel decreto di sospensione, che ottenne anzi l'effetto contrario e cioè l'effetto di provocare stima speciale da parte della Sede Apostolica nei miei confronti: divenni avvocato rotale qualche mese dopo, nel dicembre 1988, e da allora esercito la mia professione nel settore».  Ma la notizia del decreto di radiazione ha continuato a circolare per anni. «Questa comportamento ai miei danni è durato dall'aprile 1988 al marzo 2005. Posso parlarne oggi, perché ormai chi mi ha avversato iniquamente ha fatto la sua carriera ecclesiastica ed è in pensione». Nel sito dell'avvocato rotale, all'indirizzo www.maurinc.com, vengono mostrate lettere e documenti della vicenda e di quegli anni.

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