Sicurezza
Toscopan, chiesto il concordato
Luca Tronchetti
I debiti ammontano a 20 milioni, tra ottobre e novembre deciderà il tribunale
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LUCCA. Il consiglio d'amministrazione della Toscopan di Altopascio ha depositato in tribunale una richiesta di concordato preventivo per far fronte a debiti per oltre 20 milioni di cui 4 milioni e 857mila nei confronti dei creditori privilegiati e 15 milioni e 888mila relativi ai chirografari. Adesso la decisione passa nelle mani del collegio fallimentare (giudici Giulio Giuntoli, Francesco Terrusi e Giacomo Lucente) che in base alla relazione del giudice delegato (dottor Giacomo Lucente) deciderà se emettere o meno un decreto di ammissione al concordato e nominare un commissario giudiziario per poi arrivare all'omologa che sancirà il passaggio dalla vecchia alla nuova proprietà individuata dai vertici della Toscopan srl nella ditta Fata snc che dispone di un patrimonio netto di 6 milioni. La decisione del tribunale è attesa tra ottobre e novembre. LA CRISI La Toscopan srl - azienda con 120 dipendenti (più 30 nell'indotto), leader nella Piana della produzione, commercializzazione e distribuzione di pane fresco e precotto - era partita nel 2004 con un capitale sociale di 12mila aumentato sino a 4 milioni. La richiesta di concordato preventivo presentata dai legali fa riferimento a una crisi aziendale causata dall'incremento del costo delle materie prime a fine 2007 (da 195 a 370 euro al quintale), dall'impiego di risorze finanziarie per un investimento a Bologna in un polo di rilevanza nazionale poi non andato in porto, dal mancato accordo nel 2008 con una società di leasing per l'acquisto di una macchina automatica per la produzione di baguette (1,5 milioni) che avrebbe ridotto il costo del personale per finire alla modifiche delle condizioni contrattuali con i fornitori che hanno costretto l'azienda a pagare forti penali. LE CIFRE Il bilancio d'esercizio 2009 e la situazione patrimoniale al 31 maggio 2010 a fronte di un attivo di poco meno di 5 milioni tra beni mobili (2,9 relativamente a macchinari, mobilia e attrezzature; 860mila euro di giacenze di magazzino; 1,8 di anticipazioni di credito) palesava un passivo di 20 milioni e 746mila euro. I vertici aziendali (il presidente è Felicino Del Carlo) hanno cercato invano di trovare una soluzione alla crisi e la manodopera, nonostante le mancate retribuzioni, ha portato avanti l'attività produttiva con un fatturato di 5 milioni nei primi cinque mesi del 2010 riuscendo a mantenere anche buona parte della clientela. I PUNTI DEL CONCORDATO Un concordato in continuità dell'attività produttiva e operativa sino alla cessione di tutti i beni, crediti e diritti in accettazione della proposta irrevocabile d'acquisto presentata dalla Fata snc per 4,7 milioni subordinata alla richiesta di conservazione del maggior numero di posti di lavoro e, al momento dell'omologa di concordato preventivo (entro sei mesi), di una fideiussione bancaria di pari importo inerente la preventiva escussione del debitore. LA RIPARTIZIONE. In caso di declaratoria fallimentare non potrebbero essere soddisfatti nemmeno i creditori privilegiati mentre, in caso di accoglimento dell'istanza, sarebbero soddisfatte integralmente alcune categorie di creditori privilegiati (quelli muniti di pegno e ipoteca) mentre per i chirografari su un credito di 1,7 milioni i fornitori di farine (mulini) otterrebbero 193mila euro (11%) e gli artigiani e altri fornitori su un credito di 10 milioni otterrebbero 1 milione (10%).
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