Sicurezza
Uccisa da un'infezione, i parenti fanno causa
Luca Tronchetti
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I parenti di una pensionata di Montecarlo intentano una causa civile allAsl 12 della Versilia dopo il decesso per uninfezione Chiesto un maxi risarcimento all'Asl 12 per il decesso di una pensionata
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LUCCA. Uccisa da un'infezione causata dalle piaghe nella zona sacrale dopo aver superato un intervento chirurgico per la sostituzione dei by pass alla valvola aortica. Una morte assurda che, secondo il figlio e i nipoti, si poteva evitare. Perchè per cinque giorni la paziente non avrebbe ricevuto le necessarie cure ospedaliere dopo il trasferimento da un nosocomio a un altro. Per questo motivo una famiglia di Montecarlo ha intentato una causa civile da almeno 523mila euro al direttore dell'Asl della Versilia sostenendo l'esistenza del nesso di causalità tra la condotta omissiva dell'ospedale e il tragico evento del decesso della donna. Il fascicolo non è ancora stato assegnato al giudice istruttore e l'inizio della causa è stato fissato per il 17 dicembre. I FATTI Per i parenti Rita Fanucchi - che al momento del decesso aveva 75 anni - era una donna capace di provvedere al sostentamento di sè e degli altri dato che si muoveva per fare la spesa e contribuire al buon andamento della famiglia. Gli unici problemi di saluti erano legati al cuore e dovuti all'obesità. Il 12 giugno 2008, in seguito ad accertamenti cardiologici effettuati all'ospedale Campo di Marte, emerge la necessità di sostituire i by pass della valvola aortica. Il 26 giugno Rita Fanucchi viene sottoposta ad intervento chirurgico all'ospedale di Careggi. Operazione, stando alle cartelle cliniche, perfettamente riuscita con un unico problema di scarsa rilevanza: un eritema nella regione sacrale. Che nel giro di 24 ore diventa un ematoma. CURE IMMEDIATE Ma all'ospedale di Careggi i sanitari si attivano per risolvere la situazione causata dall'immobilità della paziente che porta inevitabilmente a una riduzione di sangue e di nutrimento nella zona sottoposta a pressione. Il 3 luglio 2008 si registra un lieve miglioramento della lesione da decubito sacrale e la pensionata di Montecarlo viene trasferita a Volterra per la riabilitazione cardiologica in una clinica. L'8 luglio viene sottoposta a una visita chirurgica che riscontra una piaga da decubito di 15 centimetri di diametro senza perdita di sostanza, senza tessuto necrotico e soprattutto senza infezione. A livello psicologico, stando ai certificati medici rilasciati ai parenti, la Fanucchi appare fortemente motivata della propria ripresa. Niente lascia presagire il peggio. RICOVERO NEFASTO L'11 luglio - a un mese dall'intervento per la sostituzione dei by pass - i parenti della donna chiedono il trasferimento della paziente nel reparto di cardiologia dell'ospedale unico della Versilia a Lido di Camaiore. Nel trasferimento accade un fatto che alla fine si rivelerà decisivo: nella cartella clinica della paziente non c'è nessun segno della lesione nella zona sacrale. E per 5 giorni personale medico e infermieristico non controlla se persiste o meno la piaga da decubito. Così che, stando all'accusa, le urine finiscono nelle medicazione provocando l'infezione. È il 17 luglio quando i sanitari si rendono conto della piaga nella regione sacrale e modificano la terapia. Tre giorni dopo la pensionata accusa un malessere generale con febbre alta. Il 22 luglio la situazione precipita: shock settico e ricovero in rianimazione. Il giorno successivo, dopo un consulto con il chirurgo plastico, emerge che la paziente ha «un ampio decubito sacrale con focolaio emorragico, interessamento del gluteo destro e infezione batterica». IL DECESSO La terapia antibiotica è tardiva e il 30 luglio, un mese e mezzo dopo l'intervento di sostituzione dei by pass, Rita Fanucchi muore per insufficienza cardio-circolatoria causata da sepsi generalizzata originata da decubito sacrale. Per il medico legale Ilaria Marradi, che aveva visitato la donna prima del decesso, vi sarebbe stata una negligente gestione della piaga tale da generare un'infezione rivelatasi fatale. E, stando al consulente del figlio e dei nipoti dell'anziana scomparsa, la colpa sarebbe da ricercare nei 5 giorni iniziali di ricovero alla struttura Asl di Viareggio - dall'11 al 16 luglio 2008 - nei quali Rita Fanucchi restò senza cure relativamente alle piaghe formatesi nella zona sacrale. Da lì la decisione dei familiari di rivolgersi a un legale - l'avvocato Maria Lucia Esposito - per intentare una causa civile con richiesta di risarcimento dei danni morali e materiali.
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