Il Tirreno

Lucca

Ambiente e Salute: occorre valutazione di impatto ambientale

I comitati strigliano l'ad di Alce «Dice inesattezze sulla centrale»

Una protesta dei comitati contro Alce
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Una protesta dei comitati contro Alce

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 BAGNI DI LUCCA. I comitati Ambiente e Salute accusano l'ad di Alce Maurizio Varraud. «Dalle sue dichiarazioni - dicono - rileviamo che riconosce che "il progetto della centrale a biomasse nasce come contiguo all'impianto di produzione del tannino". Da mesi evidenziamo che la centrale non è un nuovo impianto, ma parte integrante dell'impianto industriale esistente, che modifica, motivo per cui deve sottostare per legge alla valutazione di impatto ambientale».  I comitati evidenziano che «le altre dichiarazioni di Varraud sono infarcite di grossolane inesattezze, fra cui quella sulla "centrale a biomasse che esiste già da cento anni". Per cento anni l'Alce ha bruciato in una caldaia primitiva i suoi residui industriali senza averne autorizzazione e inquinando enormemente la valle. Alce non ha mai funzionato come "centrale a biomasse"».  Quanto alla difesa dell'importante acquifero che interessa la zona Alce, «Varraud mostra di non sapere che nel procedimento autorizzativo c'è stato a questo proposito un grave e illecito difetto di istruttoria, che sarà evidenziato nelle sedi opportune».  «Dispiace anche rilevare - continuano - che l'amministratore delegato di Alce non è a conoscenza di quanto ha chiesto alla Provincia Andrea Battaglia, legale rappresentante di Alce spa. Lo invitiamo a procurarsi la richiesta di Battaglia (Provincia, protocollo generale n. 0144760 del 6 luglio 2010) per verificare quanto contenuto al punto O: "Si prescrive che nell'impianto potranno essere impiegate biomasse fino ad un massimo di 150mila tonnellate annue. Tale prescrizione risulta in contrasto con la potenza termica autorizzata per la centrale in quanto, in caso di materiale a maggior tenore idrico, potrebbe risultare un fattore limitante per la produzione. Considerato che nell'allegato V è stato prescritto il metodo di controllo della potenza termica chiediamo che tale limite, sul consumo annuale di legno, venga rimosso"».  A conferma, «la nota della Provincia, che ha ufficialmente comunicato il diniego della conferenza dei servizi in merito alla richiesta avanzata dall'azienda di incrementare la quantità di materiale bruciato rispetto alle 150mila tonnellate annue previste. Invece ancora niente si sa sulle decisioni prese dalla conferenza su altre "richieste di chiarimenti/modifiche", alcune delle quali sostanziali e significative, come quelle sulle emissioni diffuse (sostanzialmente richiesti meno limiti vincolanti) e sul gestore della linea elettrica (si chiede che il gestore possa essere diverso da Alce)».  Ma il problema principale per i comitati è che «l'impianto deve sottostare alla valutazione di impatto ambientale e deve rispettare la normativa regionale, la programmazione energetica regionale e provinciale, il piano territoriale provinciale il piano strutturale di Bagni di Lucca. Niente di tutto questo è avvenuto, con gravi responsabilità politiche e personali che si evidenzieranno nei procedimenti giudiziari che saranno attivati».

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