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Ultimatum di Favilla «O c'è maggioranza o si va tutti a casa»
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Il sindaco Mauro Favilla3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «O c'è la maggioranza, vera, compatta oppure si può anche andare tutti a casa». Questa volta non usa metafore, il sindaco Mauro Favilla. Prima ancora dei rimpasti, dell'eventuale ingresso in giunta di un esponente dei "dinelliani" - il gruppo dei 7 dissidenti del Pdl ufficiale - Favilla vuole essere sicuro di avere i numeri per arrivare alla fine della legislatura. Senza stare a contare i voti ogni volta che una delibera va in consiglio comunale. «Non sono disposto - precisa Favilla - a operare con una maggioranza che sta insieme con riserva. Considerato che questo mandato non è certo la mia vita, se non si crea un clima diverso da quello attuale, si può anche considerare chiusa l'esperienza amministrativa». In sostanza, dal centrodestra Favilla per andare avanti si aspetta un appoggio «senza se e senza ma». Il messaggio «è per tutti», assicura Favilla. Anche se l'attenzione, in questo momento, è concentrata sul gruppo dell'ex consigliere regionale Maurizio Dinelli che non ha aderito alla maxi-coalizione di maggioranza, a quel super Pdl da 19 consiglieri che (con acquisti anche da altre liste civiche) avrebbe dovuto garantire al sindaco un sostegno blindato fino al 2012. Del resto è proprio Dinelli che giovedì sera, nell'ultimo consiglio comunale, ha annunciato che il suo gruppo è disposto a partecipare alla giunta, accogliendo un invito lanciato dal sindaco, poco prima del rientro dalle ferie. Ora, però, sembra essere il sindaco ad avere qualche titubanza: «Troppo spesso - osserva Favilla - le persone, e non mi riferisco solo a Dinelli, parla in funzione di quello che serve e non in base a quello che pensa davvero. Prima di esprimermi, voglio ascoltare di nuovo l'intervento di Dinelli all'ultimo consiglio comunale perché da una parte non mi lesina elogi, ribadendo che il sindaco non posso essere che io, ma poi assume atteggiamenti che dicono il contrario. Per questo non riesco a capire bene». Tuttavia - aggiunge Favilla - se «si vuole lavorare insieme io sono più che disponibile, ma a questa collaborazione non ci possono essere né se né ma. Quando si dialoga fra amici, anche se non si è d'accordo su una questione, il clima è sereno e c'è un reale coinvolgimento. Al momento questo clima, però, non c'è. Deve essere creato, perché non sono disposto a lavorare con una maggioranza con riserve. La maggioranza, insomma, c'è o non c'è». Invece, se il clima «si crea, allora si può andare avanti. Io, infatti, ho bisogno di concentrarmi sui problemi, sulle scelte, sul programma da portare avanti fino alla fine del mandato. Non posso (e non voglio) concentrarmi sulle persone e sulle beghe. Ecco perché, in mancanza di un clima sereno, favorevole - conclude il sindaco - sono disposto a dire che possiamo andare tutti a casa». E lui, Favilla, a casa li può mandare davvero tutti.
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