La manifestazione
Pronti a entrare in giunta «se non si porteranno gli assessori da 12 a 15 per farci spazio»
«Sì a responsabilità di governo»
Alessandro Petrini
I "dinelliani" si fanno avanti «se c'è accordo sul programma»
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LUCCA. «Disposti ad assumere responsabilità di governo se ci sarà l'accordo sul programma». Maurizio Dinelli sceglie il consiglio comunale per dare la disponibilità del proprio gruppo a entrare in giunta e va incontro al sindaco Mauro Favilla che qualche giorno fa dalle pagine del Tirreno aveva anticipato la possibilità di dare un assessorato al gruppo dei "dissidenti". Tuttavia - aggiunge Dinelli - se la proposta «che ci arriverà sarà di portare da 12 a 15 gli assessori per dare 3 nomi al "gruppo senza nome" sarebbe deludente». Un'occasione persa per una «maggioranza che invece ha bisogno, in agosto, di ritrovare le proprie ragioni di essere». L'intervento-fiume del consigliere arriva durante la discussione sul bilancio e, invece di parlare di rendiconti e debiti da riconoscere, ha tutta l'aria di essere un manifesto dei 7 consiglieri di centrodestra che hanno scelto di non entrare nel gruppo del Pdl riconosciuto "ufficiale". Una dichiarazione che cerca di fare il punto su cosa c'è da fare negli ultimi 18 mesi di mandato e getta le condizioni di Dinelli per creare una coalizione di centrodestra per le comunali del 2012. Alle quali ricandidare per il centrodestra Favilla. Per questo il leader dei "dissidenti" chiede di tenere salda la coalizione evitando di far emergere altri nomi che invece «farebbero felice qualche importante esponente della maggioranza». Ma se si vuole che il suo gruppo continui a rimanere nella maggioranza spiega che nessuno deve «sentirsi ospite, per di più a volte indesiderato, in una coalizione dalla quale è già stata vista uscire troppa gente». Dinelli prova anche a fare chiarezza sul comportamento tenuto dal suo gruppo sulla questione del mercato del Carmine: «Abbiamo chiesto sia a voce che per iscritto una riunione di maggioranza e finora non è stato possibile averla. Non abbiamo votato la pratica in commissione perché non ne sappiamo niente». Poi, facendo riferimento a un quadro politico profondamente cambiato rispetto al 2007, chiede di tenere conto di tutte queste novità negli ultimi 18 mesi di mandato visto che «un lucchese su cinque alle ultime elezioni ha votato partiti come Lega e Idv che non sono presenti in consiglio comunale». Infine respinge ogni accusa che arriva da chi «cerca di addebitare rallentamenti dell'azione amministrativa al nostro gruppo che si è costituito appena 20 giorni fa». Messaggio per alcuni membri della coalizione di maggioranza che, secondo Dinelli, vorrebbero escludere i 7 non allineati pensando di «poter decidere in piccoli conciliaboli», attaccando «chi non vota decisioni calate dall'alto». In quel caso - prosegue - «saremo costretti a dire pubblicamente se sarà soffocato il dibattito interno e se l'auto comunale continuerà ad andare a singhiozzo. Non vogliamo imporre le nostre idee ma nemmeno accettiamo imposizioni». Per questo riporta a galla l'importante della questione morale. «Per noi è una questione propedeutica - conclude Dinelli - e dobbiamo essere trasparenti perché le case di vetro sono forzatamente pulite. Non possono nascondere sacche di malaffare, di interessi privati travestiti da interesse pubblico. E non possiamo accettare ordini né su qualche operazione né su qualche persona».
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