Sicurezza
Fuggono nei campi e lasciano nell'auto i videopoker rubati
Luca Tronchetti
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Nelle foto in alto le slot machine e lauto recuperata dai carabinieri 4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. In fuga di notte attraverso i campi dopo aver abbandonato l'auto utilizzata per mettere a segno i colpi con all'interno il bottino e gli attrezzi del mestiere. Favoriti dall'oscurità due dei componenti la banda dei bar riescono a sfuggire alla cattura. Perchè i carabinieri li intercettano, ma non ce la fanno ad acciuffarli. I ladri infatti si dileguano nella zona di Papao dove, accanto alle case, ci sono terreni coltivati e sottobosco. Ma lasciano la Ford Focus station wagon color carta da zucchero probabilmente rubata. E dentro gli investigatori trovano il kit del perfetto scassinatore: cacciaviti, tenaglie, chiavi inglesi, pinze, trincetti, piedi di porco. Oltre alla fiamma ossidrica usata per cercare di compiere il settimo furto ai danni del bar Trio a Monte San Quirico e le due slot machine, con all'interno alcune centinaia di euro, sottratte poco prima dal Bar Snack Colibrì sulla via Pesciatina a Lunata. Recuperati anche i passamontagne gettati via dai banditi al momento di inoltrarsi nella vegetazione. I militari della scientifica effettuano uno screening nell'abitacolo della vettura alla ricerca di impronte digitali, capelli e peli che attraverso complessi esami di laboratorio possono portare all'identificazioni dei malviventi. Di sicuro si tratta di componenti di una gang con decine e decine di «manovali del crimine» - spesso provenienti dai Balcani (Romania e Albania) o dall'ex Jugoslavia - specializzati nei furti con scasso dentro bar, ristoranti, pub, circoli. Colpi eseguiti con una velocità supersonica (un paio di minuti al massimo) e mirati ai videopoker e ai biglietti della lotteria istantanea. NOTTE MOVIMENTATA La gang attende che il maltempo, che aveva imperversato per tutta la giornata, cessi per entrare in azione. Obiettivo due dei bar più «gettonati» della Lucchesia: il Trio a Monte San Quirico e il Colibrì a Lunata. Due locali molto frequentati e collocati in posizioni strategiche: su strade di grande scorrimento come la via per Camaiore e la via Pesciatina. COLPO FALLITO Sono le 2,30 quando i malviventi si fermano davanti al bar Trio, assaltato una settimana fa. La saracinesca è abbassata e dopo l'ultimo colpo il titolare ha fatto installare un doppio lucchetto per rendere ancora più inaccessibile l'ingresso. Ma i ladri sono pronti a tutti e si sono portati dietro la fiamma ossidrica. Che mettono in funzione. Ma qualcosa va storto e sono costretti a fuggire senza riuscire a portare a termine il colpo. «Me ne sono accorto ieri mattina. - racconta Mario Consigli che con Katia Colombini gestisce il bar - Ho trovato la saracinesca annerita e danneggiata, ma fortunatamente stavolta non sono entrati anche se per la riparazione dovrò spendere mille euro. Sospetti? Pensandoci bene lunedì o martedì ho notato un paio di extracomunitari - rumeni o slavi - entrare, consumare un caffè e, prima di uscire, aggirarsi nel locale guardando verso il soffitto come se cercassero le telecamere a circuito chiuso. Da noi si ferma talmente tanta gente che è impossibile capire quali siano le loro reali intenzioni. Una cosa è certa però: così non possiamo andare avanti. Polizia e carabinieri fanno i salti mortali, ma le pattuglie in servizio di notte sono troppo poche. Penso che sia arrivato il punto di organizzare un'assemblea e chiedere a commercianti e cittadini di allestire le ronde». ARRIVANO I CARABINIERI Non sono tipi da rinunciare al bottino quotidiano i componenti della gang dei bar. Dalla via per Camaiore scendono sino alla Pesciatina e si fermano davanti al bar Colibrì. Sono le 3,30. Lì forzano la porta antisfondamento e si dirigono verso la saletta delle slot machine. Spingono fuori i videopoker e li caricano nella Ford Focus. Proprio mentre stanno per chiudere il bagagliaio e ripartire spunta il radiomobile dei carabinieri. I militari - diretti dal tenente Andrea Senes - avuta notizia via radio del tentato furto al bar Trio hanno una felice intuizione. Perchè, dopo il locale di Monte San Quirico, al secondo posto della graduatoria dei bar più derubati della Lucchesia, c'è il Colibrì. E così la pattuglia si dirige verso Lunata giusto il tempo per notare, a 300 metri di distanza, l'auto dei malviventi che si allontana. Lampeggiante acceso, breve inseguimento e la station wagon che inchioda con i due occupanti che aprono la portiera e se la danno a gambe levate verso i campi nel buio della notte gettandosi alle spalle la calzamaglia che copre i loro volti. Nella zona arrivano i rinforzi: altre due pattuglie. Ma non bastano per acciuffare i banditi. «Ci sentiamo in balia della criminalità. - dice Roberto Benigni che con il fratello Maurizio gestisce il bar Colibrì - Ogni quindici giorni ci vengono a far visita e se non rubano fanno danni. Siamo stanchi e demoralizzati per questo stillicidio anche se stavolta almeno la refurtiva è stata recuperata».
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