Proteste
Poste più care, associazioni in difficoltà
S.Z.
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Più care le tariffe postali per le associazioni (archivio) Gli aumenti disposti dal decreto Tremonti affossano il no-profit
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LUCCA. Associazioni no profit in crisi per l'aumento delle tariffe di spedizione postale. A seguito dell'abolizione delle agevolazioni al settore editoriale comprendente anche quello delle Onlus, le associazioni no profit della Lucchesia hanno incontrato gravi difficoltà dovute sia alla diminuzione delle entrate sia all'eccessiva spesa che si trovano ad affrontare. Il problema, però, non riguarda solo i costi, ha inciso, infatti, anche sulle comunicazioni delle stesse che, a causa della disincentivazione del cartaceo, sono state costrette ad affidarsi, quando possibile, alla via telematica. Spiegano dal Cnv, centro nazionale per il volontariato: «Stiamo ancora attendendo che Tremonti firmi il decreto proposto da Gabriele Toccafondi, Pdl, e Luigi Bobba, Pd. L'emendamento prevede lo stanziamento di 30 milioni di euro e una copertura del 50% delle spese di spedizione postale per le associazioni no profit. Sono passati 3 mesi ma ancora niente. L'Uspi, unione stampa e periodici italiana, della quale la nostra rivista è socia, ha presentato ricorso al Tar del Lazio ma la richiesta è stata respinta. In concreto: se prima spendevamo 0,0661 euro a copia per un totale di circa 23.000 copie, quindi in tutto 1520 euro, dopo il primo aprile, quando sono state abolite le agevolazioni, siamo arrivati a spendere 6.509 euro con un aumento dei costi di spedizione pari al 500% circa. Nel caso venisse attuato l'emendamento, invece, spenderemmo 3.000 euro, il doppio rispetto a prima ma comunque la metà del costo attuale». Conclude il Cnv: «Comunque vada a finire, sarà un colpo pesantissimo per l'economia delle associazioni no profit, non tutte dispongono, ad esempio, di una sede fissa, non possono avvalersi dei supporti telematici, hanno dunque bisogno, per le comunicazioni, di utilizzare materiale cartaceo. Molte saranno costrette a rinunciare e a chiudere». Massimiliano Dotto, presidente del cineforum Ezechiele, denuncia la stessa difficoltà: «La convenzione con le poste non esiste più, perché queste non ricevono alcun rimborso dallo stato. Noi, ad esempio, abbiamo rinunciato ad inviare le programmazioni ai nostri soci in forma cartacea, adoperando, in sostituzione, una newsletter o addirittura facebook. l'unico modo per aggirare la situazione è proprio l'utilizzo del web».
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