Il Tirreno

Lucca

Notule da pagare, esproprio da rifare

La proprietà Monteriso interessata dal piano di esproprio
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La proprietà Monteriso interessata dal piano di esproprio

Proprietà Monteriso: parcelle "inutili" per 108mila euro

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 LUCCA. L'esproprio è da rifare, ma le notule ai professionisti che hanno eseguito le stime (parcelle per totali 108mila euro) sono da pagare. L'esproprio riguarda i beni Fontana-Monteriso: una faccenda annosa, ma che torna attuale. La evidenzia Alessandro Tambellini, capogruppo Pd in consiglio. «Tra i debiti fuori bilancio (circa 333mila euro, senza copertura) riconosciuti al 31 dicembre 2009 e già approvati in commissione economica con la variazione del bilancio preventivo 2010, compaiono due progetti di notula da liquidare, uno di fine 2005, l'altro degli inizi 2006, di 51.982,55 euro e 57.524,23 euro», dice Tambellini. Si tratta dei "compensi da corrispondere ai membri del collegio tecnico nominato per determinare l'indennità definitiva di esproprio dei beni Fontana-Monteriso". «Tutti ricordano Le Jene - continua Tambellini - un noto programma televisivo, che fecero irruzione a Lucca per chiedere spiegazioni al sindaco del tracciato della via a servizio del Carrefour, a San Vito, nella continuazione (che ancora non c'è) verso viale Castracani: un tracciato che all'innesto della via Vecchia di San Vito non procede dritto, ma presenta una leggera curva verso ovest, che interessa la casa Monteriso-Fontana».  «Per proseguire coi lavori della nuova viabilità (interrotta nell'esecuzione anche a nord del Carrefour, nel congiungimento con via del Brennero) - continua il capogruppo Pd -, fu decretata l'occupazione d'urgenza dei beni Monteriso, con un prezzo d'esproprio calcolato dal Comune non accettato dai proprietari. Fu allora nominato un collegio di esperti che formulò una stima diversa dei beni, superiore a quella proposta dal Comune: questa volta, però, non accettata dal Comune, che ricorse in appello. La beffa è che i giudici, in appello, hanno rivisto sì la stima, ma incrementandola. Dopo anni, bisogna pagare i professionisti che hanno effettuato la stima come collegio arbitrale nel 2005. E bisognerà poi pagare il conto degli avvocati che hanno seguito il processo d'appello (sarà un futuro debito fuori bilancio). Ma l'ultima beffa consiste nel fatto che dopo aver speso 108mila euro per la stima del bene da espropriare, cui dovranno aggiungersi le spese legali per l'appello (verosimilmente altri 20 o 30mila euro), non siamo a nulla, ma di nuovo al punto di partenza: l'intera procedura d'esproprio è da rifare. E la strada è solo sulla carta».

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