Sicurezza
I grandi del passato raccontano
Rossella Lucchesi
Un successo i percorsi guidati di "Lucca insolita"
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LUCCA. Fantasmi della Lucca antica che tornano nei luoghi dove vissero e dove furono sepolti. Personaggi che hanno lasciato un'impronta nella città e che oggi riemergono dal passato per narrare le tormentate vicende della loro vita. Paolo Guinigi e l'adorata moglie Ilaria Del Carretto con la figlia che la sfortunata madre non potè mai abbracciare e una prostituta della Lucca del XVII secolo negli ambienti in cui esercitò. Questi i personaggi che caratterizzano il progetto di quest'anno di Lucca Insolita, ideato dal presidente di Turislucca Gabriele Calabrese. Il successo dell'iniziativa costringe gli organizzatori a formare più gruppi di persone. Si parte da piazza S. Michele, luogo ideale per proporre la tematica di "Amor Sacro e Amor Profano", fil rouge dell'evento, descritta dalla simbologia dei vari soggetti scolpiti sulle colonne della facciata, come il giglio che simboleggia la purezza e la sirena bifora la perdizione. Il tema si ripropone in piazza della Misericordia dinanzi all'architrave di un portone della chiesa di S. Salvatore che narra la storia di S. Nicola che - si dice - di notte si recava nelle case delle ragazze più povere con una borsa di denaro contenente la dote, evitando loro di cadere nelle maglie della prostituzione. Grande la sorpresa dei presenti, allorchè la guida fa notare la posizione decentrata della statua della Pupporona determinata da una croce virtuale che collega i 4 portoni princiali della piazza. Ci addentriamo nel reticolo medievale di via S. Andrea per giungere davanti all'abitazione del signore che governò Lucca nel primo trentennio del 1400. Dalle stanze della torre medievale dove recentemente sono riaffiorati affreschi dell'epoca, la figura di Paolo Guinigi emerge dal passato svelando le drammatiche vicende della sua vita. Poi piange l'amata consorte morta di parto a soli ventinove anni e lancia un grido disperato ai posteri: «Sono qua dentro ormai da centinaia di anni ma fuori cosa è avvenuto? I potenti sono ancora avidi e cercano ancora il potere adoperando ogni bassezza oppure sono diventati più umani»? Non c'è malizia nè volgarità, bensì amarezza e rassegnazione nella giovane donna che appare nei sotterranei di palazzo Boccella, alla Madonna dello Stellare. La Riccia è una prostituta del seicento che si presenta in tutta la sua bellezza, unico strumento di sopravvivenza che però non le ha regalato la felicità. Anzi. L'amara conclusione del suo monologo «sono stata donna per molti ma madre per nessuno» la dice lunga sui risvolti della sua triste esistenza. Abbandoniamo questo luogo di perdizione dopo aver assistito alla proiezione di diapositive del pittore Pietro Paolini con un sottofondo di musiche lucchesi con strumenti dell'epoca. Il percorso volge al termine, ma ci attende l'ultima sorpresa. Dietro la chiesa di S. Francesco la cappella di Santa Lucia dei Guinigi, poco nota anche ai lucchesi, dove sembra sia stata sepolta Ilaria Del Carretto. Dalla strada una figurina femminile avvolta da un fascio di luce. È la piccola Ilaria, figlia dell'omonima consorte di Paolo Guinigi che di lì a poco incontra il fantasma della madre che si scioglie in un abbraccio commovente. Eccellente la regia di Nicola Fanucchi. Ottime le performances degli attori impersonati da Alberto Paradossi, Silvia Prioreschi, Agnese Manzini e la piccola Rebecca Fanucchi che si alternano nelle serate del giovedi a Nicola Cosentino e Lorenzo Ricciarelli, Martina Parenti, Silvia Cosentino, Angelica Calabese ed Eleonora Marchi.
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