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Lucca

Marcia indietro sul Carmine

Alessandro Petrini
I banchi della frutta e della verdura dentro il mercato
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I banchi della frutta e della verdura dentro il mercato

La giunta ritira la pratica dalla commissione per evitare rinvii

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 LUCCA. Marcia indietro dell'amministrazione comunale che ritira la pratica del Carmine dai lavori del consiglio comunale di questa sera. L'annuncio arriva ieri in tarda mattinata in conferenza dei capigruppo perché - dice il vicesindaco Giovanni Pierami - «dalle prime due commissioni è emerso un atteggiamento dilatorio e quasi ostruzionistico».  E non si parlerà del Carmine nemmeno con l'ordine del giorno presentato dall'Ulivo-Pd che è stato protocollato ieri mattina, ma non è stato messo in calendario e che quindi sarà portato in discussione non prima di settembre. L'amministrazione così si è messa al riparo da brutte sorprese da parte dei sette consiglieri del Pdl di Maurizio Dinelli già la scorsa settimana avevano chiesto una riunione di maggioranza sulla pratica, che invece non è mai arrivata, e ora annunciano di aspettare agosto per aprire un confronto con il sindaco.  Sarà quindi la giunta ad approvare il master plan e a dare il via alla procedura di manifestazione d'interesse. Molto probabilmente si procederà martedì prossimo anche se non si esclude un'ulteriore accelerata dei tempi con una convocazione ad hoc già entro la fine della settimana. A quel punto decorreranno 100 giorni durante i quali i privati potranno presentare le loro proposte che poi saranno valutate dall'amministrazione e a quel punto si farà il passaggio in consiglio comunale per l'approvazione del progetto e procedere con la sdemanializzazione dell'immobile. «Il Carmine tornerà in discussione tra 4 mesi quando il clima in giunta sarà migliore di adesso» commenta il capogruppo dell'Ulivo-Pd Alessandro Tambellini che denuncia un modo di procedere dell'amministrazione fatto di «passi in avanti e retromarce». E anche nella maggioranza molti consiglieri fanno buon viso a cattivo gioco puntando l'indice contro il Pdl di Dinelli. Luigi Bertani, capogruppo dell'Udc, prende atto delle decisioni della giunta ma dice che è una scelta «che non fa piacere perché riteniamo che solo attraverso una discussione partecipata in consiglio comunale sia possibile individuare le soluzioni migliori per il Carmine. A livello politico crediamo di aver capito le motivazioni che hanno spinto la giunta a procedere su questa linea e ci riserviamo di fare valutazioni più approfondite nei prossimi giorni». Per Franco Fabbri, vicecapogruppo del Pdl ufficiale, «l'amministrazione ha la responsabilità di evitare elementi ostativi alla risoluzione di una problematica che va avanti da oltre 20 anni», e per lui la situazione che si è creata per il Carmine «è una fotocopia di quella che stava per impedire al consiglio comunale affrontare la questione per il complesso di San Francesco». Secondo Giancarlo Ramacciotti (Pdl ufficiale) «all'interno della maggioranza c'è un gruppo che cerca di creare una situazione diversa con l'obiettivo di entrare in giunta».  A difendere le scelte del Pdl «dissidente» è Benedetto Stefani: «approvare la delibera in consiglio a settembre non avrebbe cambiato niente e avrebbe portato a una soluzione condivisa. In questo modo invece si provoca uno strappo su una pratica gestita finora con poca chiarezza».

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