Il Tirreno

Lucca

Manca un progetto complessivo

Alessandro Tambellini
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Alessandro Tambellini

Il Pd chiede di avviare il processo partecipativo

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 LUCCA. «Il punto debole del Carmine è la mancanza di un progetto complessivo. L'amministrazione non è stata in grado di fare una proposta e la delega ad altri». L'Ulivo-Pd vuole evitare il rischio che passi la linea del «meglio di così qualunque cosa» e propone di non forzare i tempi, aprendo un processo partecipativo secondo le disposizioni della legge regionale 69 del 2007. E se la giunta ha scelto di ritirare la pratica per dare l'avvio alla manifestazione d'interesse e annuncia che procederà in maniera intera, questa sera il Carmine arriverà comunque in discussione a Palazzo Santini con un ordine del giorno dell'Ulivo-Pd che chiede di ripensare l'intera procedura. Per il capogruppo Alessandro Tambellini bisogna evitare l'errore fatto in passato per la caserma Mazzini dove «si sono realizzate villette a schiera che potrebbero star meglio nella periferia lucchese piuttosto che nel centro storico. In quel caso pensavamo fosse prioritario dare spazio alle funzioni direzionali che sono state il punto di riferimento della città. Non vogliamo ripetere gli stessi errori». A questo si aggiungono le perplessità per il ruolo della Polis, che prima ha redatto il master plan e poi è stata messa da parte con l'annuncio di voler avviare una richiesta di manifestazione d'interesse e certamente non potrà partecipare al bando di affidamento dei lavori.  Per Matteo Garzella seguire i criteri indicati dalla legge regionale «garantisce la massima informazione della cittadinanza promuovendone la partecipazione» in modo da interpretare le reali esigenze della città evitando la creazione di una struttura bella che però poi serva più ai turisti che ai lucchesi. E se per Gianni Del Carlo la presenza del mercato «è fondamentale anche per far tornare a vivere il centro storico», Antonio Bertini propone di non snaturare il luogo, ma di recuperarlo per poi farlo funzionare con criteri moderni: «È una formula che funziona in molte altre città e che crea una forte attrazione anche per i turisti. Una ristrutturazione unitaria - anche fatta in prima persona dal Comune - che preveda la presenza di stand interni in modo da attrarre anche i piccoli commercianti locali. Se funzionasse i fondi diventerebbero appetibili e i canoni di affitto vantaggiosi per l'amministrazione». A.P.

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