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Pensionato denunciato dalla procura per truffa aggravata
Con la scusa di trovare un lavoro al figlio raggira l'amico e s'impossessa di 14mila euro
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Ancora una denuncia per truffa 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Con la scusa di aiutare a trovare un lavoro al figlio di un vecchio paesano gli spilla 14mila euro senza restituirgli un centesimo nonostante le promesse, mai mantenute, di provvedere a pagare le rate del prestito chiesto a un istituto. Nei guai è finito un uomo di 58 anni residente a San Lorenzo a Vaccoli indagato per truffa dalla procura della Repubblica. Stando all'accusa nel 2008 aveva incontrato un amico al circolo Acli di Montuolo. Il paesano gli aveva confidato di non riuscire a trovare un lavoro per il figlio. «Ti aiuto io: ho acquistato il 50% delle partecipazioni di una società, ma a me basta il 25%. Cedo a tuo figlio la metà» la proposta fatta dall'indagato all'amico. Così i due si presentano al promotore finanziario di una banca del centro e il papà del ragazzo disoccupato chiede un prestito di 12mila euro necessario per ottenere il 25% delle quote. E da restituire in 72 rate da 235 euro. Passano 3-4 mesi, ma il passaggio delle quote non avviene. Allora il genitore - 57 anni, lucchese - preoccupato chiama l'amico. «È tutto okay, ma mi devi dare ancora duemila euro per alcune spese di commissione». Nuovo versamento, ma nessun passaggio di quote. A quel punto nuova telefonata al paesano che confessa di non poter far fronte alla cessione delle quote e s'impegna a pagare lui le rate del finanziamento. Ma, stando all'accusa, non subentra all'amico che continua a ricevere bollettini di pagamento e a quel punto si rivolge alla procura.
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