La manifestazione
Fiera internazionale sul cibo
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Un evento organizzato al Polo Fiere di SorbanoEvento sui prodotti per chi soffre di intolleranze alimentari
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LUCCA. Prima fiera internazionale sulle intolleranze alimentari. Sui prodotti studiati e proposti a chi è allergico (o intollerante) ai latticini, a chi è affetto da celiachia (l'intolleranza al glutine) a chi ha problemi con altri cibi. Con 400 aziende che producono esclusivamente alimenti per le persone soggette a intolleranze e altre 5.000 che hanno questi prodotti in "catalogo", Lucca si propone di diventare, a gennaio, la capitale (transitoria) di tutto quello che è a disposizione sul mercato per contrastare le patologie alimentari, senza sottrarre nulla al gusto. A gennaio, dunque, al Real Collegio - o più probabilmente al Polo fiere di Sorbano del Giudice - arriva la fiera "Io non tollero": quattro giorni di mostra-mercato, dal venerdì al lunedì, per coinvolgere famiglie, imprenditori e soprattutto il mondo della ristorazione nella lotta alle intolleranze alimentari. A portarla è la società "E 20", nata da un sodalizio fra imprenditori lucchesi per organizzare manifestazioni e iniziative fieristiche: a capo di questo gruppo c'è il restauratore Massimo Bonino. Il consulente, invece, è l'ex direttore dell'Apt, Francesco Colucci, oggi collaboratore stretto anche della Camera di commercio: «La società E 20 - spiega Colucci - si è accorta che a Lucca esistono molti spazi ancora liberi nel settore congressuale e ha iniziato a organizzare manifestazioni per colmarli. Con grande attenzione ai periodi: infatti, l'idea è di concentrare le iniziative in bassa stagione». Come conferma, appunto, la fiera "Io non tollero" programmata a gennaio. «In un primo momento - precisa Colucci - erano stati presi accordi per portare questa manifestazione al Real collegio; la partecipazione, però, cresce di giorno in giorno e considerato che sono attesi almeno 150 standisti, si è cominciato a pensare di trasferirla al Polo fiere». La società Fiere e congressi, appena è stata informata dell'evento, ha anche proposto alla E20 una collaborazione sull'organizzazione: «Questo - riprende Colucci - non deve stupire perché, almeno in Europa, non esiste una manifestazione con caratteristiche analoghe a quella che verrò portata a Lucca. A essere precisi all'interno di eventi di gastronomia, anche importanti, come Cibus, ci sono sezioni dedicate alle intolleranze alimentari, ma solo a Lucca è prevista la prima fiera interamente concentrata sui prodotti a disposizione di chi non può mangiare (senza conseguenze) determinati alimenti. Esiste qualcosa di simile negli Stati Uniti, ma non in Europa». E questo, secondo Colucci, spiega anche l'adesione massiccia delle aziende produttrici alla fiera «pensata - sottolinea il consulente - non solo per le persone con questi problemi, ma anche per chi deve fornire loro dei servizi. Soprattutto in cucina. Ecco, quindi, la decisione di prolungare la fiera al lunedì, quando di solito i ristoranti sono chiusi: così sarà possibile anche per gli chef partecipare e vedere che cosa offre il mercato». Magari per adeguare i menu.
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