Il dolore
La Provincia scrive a Regione e Governo
No a tagli su chilometri né aumenti sulle tariffe
◗
Lassessore ai trasporti della Provincia, Silvano Simonetti, delegato dai Comuni della Lucchesia a trattare con la Regione e con lo Stato 4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. La proposta è stata lanciata dal sindaco di Barga, Marco Bonini. La Provincia l'ha subito accolta: l'assessore ai trasporti di Palazzo Ducale, Silvano Simonetti, scriverà alla Regione a nome di tutti i Comuni della Lucchesia per mettere al riparo il trasporto pubblico da tagli insostenibili. E anche dalla tentazione di trasformare i bus di linea in un «servizio a domanda individuale», a pari della mensa scolastica o del nido: questo, infatti, farebbe scattare l'obbligo di coprire coi soldi dei contribuenti, almeno il 35% del costo del servizio. E l'aumento dei biglietti sarebbe tale da scoraggiare l'uso del mezzo pubblico. LA SITUAZIONE La manovra Tremonti prevede tagli per centinaia di milioni anche alla Toscana, soprattutto su trasporto pubblico, scuola e sanità. Ancora non è stato quantificato con precisione il taglio, ma per evitare il collasso del servizio pubblico, la Provincia scriverà alla Regione e al Governo che ha deciso i tagli. La situazione è complicata per due motivi: il nuovo appalto (da circa 120 milioni di euro) per assegnare il servizio di trasporto pubblico per i prossimi cinque anni è stato bloccato per mancanza di copertura finanziaria, visto che i tagli saranno operativi da gennaio; l'attuale gestore (al quale il contratto scade il 31 agosto) ha bilanci in rosso. E mandare avanti l'attuale gestione, con il rischio di aggravare il passivo - denuncia l'assessore comunale Marco Chiari - potrebbe «far diventare i Comuni responsabili della bancarotta dell'azienda, se questa dovesse fallire sotto il peso dei debiti». LE AZIONI In vista dell'incontro a Firenze, previsto per giovedì, la Provincia scriverà alla Regione e al Governo. «Il nostro obiettivo, secondo il mandato che mi è stato dato all'unanimità dai Comuni - conferma Simonetti - è di ottenere correttivi alla manovra, una volta che avremo saputo l'entità dei tagli. In primo luogo, ci opponiamo alla trasformazione del trasporto pubblico in un servizio a domanda individuale, ipotesi di cui si parla sempre con maggior insistenza. Il trasporto pubblico è un servizio sociale da salvaguardare, specie nel nostro territorio, dove siamo già stati piuttosto virtuosi: già prima della mannaia di Tremonti, infatti, abbiamo messo mano al portafoglio per sostenere il trasporto su gomma, abbiamo eliminato le corse che avevano al massimo una media di 3 passeggeri, abbiamo spostato alcune quote di "traffico" dai bus al treno (ad esempio sulla tratta Lucca-Barga). E non vorremmo che proprio una zona virtuosa come la nostra venisse sottoposta a un altro sacrificio». Tanto più - insiste Simonetti - che «alla Lucchesia viene riconosciuto dalla Regione un corrispettivo a chilometro tra i più bassi della Toscana». In sostanza, Simonetti scriverà alla Regione che la provincia di Lucca «non è disponibile a sopportare né tagli ai chilometri delle linee dei bus né aumenti delle tariffe». Al riguardo, l'assessore Chiari ricorda che Firenze può evitare tagli «ad esempio togliendo risorse all'alta velocità per distribuirle sia al trasporto su gomma (i pullman pubblici) o su rotaia (i treni). Oppure può tagliare equamente su treni e bus». LA PROPOSTA Per uscire da questa situazione, perciò - suggerisce Simonetti - è necessario che le aziende di gestione del servizio si rimettano in gioco. Con azioni precise: «Intanto - sottolinea l'assessore - dovranno recuperare l'evasione; poi dovranno riorganizzarsi, tagliare sugli sprechi, rendersi più efficienti. Deve tramontare l'idea che se c'è un profitto è dell'azienda e se c'è una perdita ci sono gli enti pubblici a ripianarla». Inoltre - aggiunge Simonetti - come enti «non dobbiamo prendere per buoni i conti in rosso che ci fanno vedere le aziende per dimostrare che non ci rientrano con il servizio di trasporto pubblico. Proprio con l'attuale gestore c'è stata una transazione per aumentare i fondi pubblici a supporto del servizio: l'accordo è stato sottoscritto a dimostrazione che il servizio poteva essere svolto a quelle (nuove) condizioni. Perciò oggi non si può sostenere che non può essere portato avanti fino al 31 dicembre per problemi di risorse. Il Comune di Lucca si dice preoccupato a un'eventuale proroga del servizio alle condizioni attuali, visto che il gestore ci mostra conti in rosso. Ma dobbiamo intervenire sulle aziende, perché abbiano una gestione più virtuosa, con meno sprechi e più recupero dell'evasione. In particolare proprio il Comune di Lucca può fare pressioni, visto che ha il 33% di Clap (e ne esprime anche il presidente), una delle aziende che fanno parte del consorzio di gestione del servizio di trasporto pubblico». Che preoccupa non poco anche i sindacati, timorosi che i tagli decisi dal Governo abbiano ripercussioni anche sui posti di lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
