Attenzione
Iter per il recupero
Carmine, le categorie danno l'ok
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LUCCA. Il Comune incassa l'appoggio delle categorie economiche al recupero del Carmine. In attesa del voto nelle tre commissioni - urbanistica, finanze e lavori pubblici - che tra oggi e domani devono esprimere il parere obbligatorio (ma non vincolante) sulla pratica destinata ad arrivare in consiglio comunale a fine mese. L'obiettivo dell'assessore ai grandi progetti, Marco Chiari, è di ottenere dall'aula il via libera alla pubblicazione di un bando per la presentazione di manifestazioni di interesse da parte di privati che potrebbero ristrutturare e gestire per 40 anni il mercato storico. Solo in assenza di manifestazioni da parte dei privati, il Comune deciderà di affidare lavori e gestione dell'immobile alla propria società immobiliare, Polis. In attesa di questi sviluppi, Chiari si confronta con le categorie. E i rappresentanti di Ascom, Confesercenti e Cna (assente giustificato Confartigianato) - si legge in una nota di Palazzo Orsetti - hanno «sottolineato di sostenere il percorso di condivisione impostato dall'amministrazione comunale e, in particolare, hanno apprezzato l'avvio di un serio progetto di riqualificazione del Carmine che contempli anche la tutela delle attività già presenti nella struttura. La giunta - sottolinea Chiari - per «precisa volontà del sindaco Favilla ha adottato per il Carmine lo stesso tipo di percorso di condivisione che ha già attuato sui progetti per il Piuss per la riqualificazione di buona parte del centro storico e per la realizzazione del nuovo stadio: ovvero, dopo un ampio confronto con la città, anche per il Carmine abbiamo delineato un progetto di massima che potrà ancora essere migliorato proprio grazie al confronto con la realtà cittadina e le forze politiche. Nasce quindi un tavolo di lavoro con le realtà del territorio per giungere alle manifestazioni di interesse e a un progetto definitivo condiviso al massimo. Trattandosi di una struttura sottoposta a precisi vincoli di tutela fissati per legge l'intervento comporterà investimenti tali da richiedere necessariamente risorse esterne al Comune».
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