Il Tirreno

Lucca

«Mi sono voltato e lui era sparito»

«Mi sono voltato e lui era sparito»

Parla il cognato della vittima, i carabinieri ascoltano i soccorritori

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 LUCCA. «La prego mi lasci stare. Di là dal vetro c'è mia suocera, gli è appena morto un figlio.....». È seduto sul marciapiedi di fronte al pronto soccorso il cognato di Rocco Perna, il ragazzo di 20 anni, annegato nella piscina dell'Hotel Country a Gragnano. «Ero lì accanto a lui pochi minuti prima che sparisse sott'acqua. - prosegue il giovane - Aveva un braccio poggiato sul bordo della piscina quando sono uscito per andare a vedere cosa stavano facendo le bambine. Il tempo di voltarmi e di sentir gridare aiuto da alcuni bagnanti che si trovavano nelle vicinanze di Rocco». Poi il racconto s'interrompe. Non c'è più la forza di andare avanti. Le nipotine corrono fuori dal portone d'ingresso dell'emergenza e lui le tiene a bada. Poi si avvicina a un ragazzo e i due parlano fitto fitto. È il cugino di Abderrazak El Hachady, il bimbo di 8 anni di origini marocchine, ma residente a Porcari, annegato il 6 luglio 2009 dopo essere caduto nella piscina Acquapark di Ponte San Pietro. Un caso ancora aperto con la magistratura che ha indagato tre persone (due bagnini e un operatore di una cooperativa sociale) accusati di omesso controllo.  C'era anche il cugino di Abderrazak quando Rocco è finito sott'acqua. Non ha nemmeno vent'anni e adesso incamera dolore a dolore. Non sa darsi pace per la perdita dell'amico che, come il cuginetto, non sapeva nuotare. Berrettino in testa, il volto rigato dalle lacrime, si allontana a capo chino in compagnia di un'amica.  Nel silenzio di una torrida giornata d'estate lo strazio di mamma Angelina, alla prese con un dolore lacerante, troppo forte da sopportare, trapassa le pareti del pronto soccorso. Le dosi di sedativo non bastano per ammansirla. Vuol morire con il suo Rocco che è lì dentro quella stanza attorniato da medici e infermieri che osservano ormai impotenti quella giovane vita spezzata. Alla fine i calmanti fanno il loro effetto e la giovane madre viene riaccompagnata nella sua abitazione a Villa Basilica mentre il cadavere di Rocco viene trasportato all'obitorio dove domani verrà effettuata l'autopsia per capire le cause di un decesso che appare inspiegabile se non legato all'ipotesi di un improvviso malore o di una congestione causata dall'ingestione di cibo (aveva mangiato soltanto un panino due ore prima) o di bevande fredde (ma non ci sono testimoni a riguardo). Intanto nel tardo pomeriggio il maresciallo dei carabinieri della stazione di Lammari, Antonio Basta, tra i primi ad arrivare nella piscina di Fontanuova ha sentito in caserma i primi testimoni. Innanzitutto i soccorritori e i bagnini che hanno cercato di rianimare il ragazzo dopo essersi immersi nella piscina recuperando il corpo in fondo alla vasca. Nelle prossime ore sarà la volta dei fratelli, del cognato e di altri testimoni che si trovavano a bordo piscina al momento della disgrazia. Poi riferirà al magistrato che vuol appurare se vi siano o meno responsabilità di natura penale dietro la morte di un ragazzo di 20 anni.  Villa Basilica è sotto choc. Perchè Rocco Perna era un ragazzo che si faceva voler bene da tutti. Primogenito maschio di una famiglia numerosa (5 fratelli) Rocco era stato assunto come operatore ecologico dalla cooperativa «Valleriana Ecologica» anche su interessamento dell'amministrazione comunale date le difficoltà economiche del nucleo familiare. Di buon mattino la gente lo poteva vedere nel centro del paese sui mezzi della nettezza urbana a scaricare i bidoni dell'immondizia o a lavare i cassonetti. Sempre gentile, sorridente ed educato con tutti. Un ragazzo solare, appassionato soprattutto di moto e tifoso, come tanti giovani della sua età, di Valentino Rossi. Aveva ottenuto la patente di guida l'anno scorso e si era fatto molti amici nella Piana, soprattutto a Porcari. Originario di Napoli, la sua famiglia si era trasferita a Villa Basilica una decina d'anni fa.

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