Il Tirreno

Lucca

Antichi commissario del Pdl

Antichi in visita a Lucca e i gruppi del Pdl
◗
Antichi in visita a Lucca e i gruppi del Pdl

Cervelli: «Non siamo stati informati, ma tutto può succedere»

4 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Potrebbe essere il consigliere regionale ed ex sindaco di Grosseto, Alessandro Antichi, il commissario mandato dai vertici del Pdl regionale (Massimo Parisi e Riccardo Migliori) per sanare la questione del comitato comunale, ancora privo di vertice, e con essa lo scontro tra le diverse anime del partito in consiglio comunale. Antichi ha già fatto esperienze analoghe ad Arezzo e Aulla. A Firenze il suo arrivo a Lucca viene dato quasi per certo.  Comunicazioni ufficiali però non ne sono arrivate.  «Credo che se questa fosse davvero la decisione degli organi regionali - commenta il vicecoordinatore provinciale del Pdl, Vanda Cervelli - saremmo quanto meno stati consultati. Invece non so niente.  «Ma confesso che nel partito da qualche tempo norme e regole non sembrano prese troppo alla lettera, per cui non mi stupirei se la notizia venisse confermata. Rimanendo nel campo del rispetto delle regole, vorrei ricordare al consigliere comunale Maurizio Dinelli, il quale fa tanto la vittima sacrificale, che nessuno lo ha estromesso dal partito. È lui che ha agito non seguendo norme e percorsi previsti dallo statuto del Pdl, formando un gruppo consiliare senza informare e avere l'avallo degli organi che dirigono il partito. E credo che attenzione al rispetto delle regole dovrebbero prestare anche esponenti di spicco ed esperienza come gli onorevoli Tortoli e Amato, che prendono le difese di Dinelli senza conoscere come sono realmente andati i fatti».  Una linea su cui pare d'accordo anche Franco Fabbri, vicecapogruppo del Pdl dei 12, riconosciuto come quello ufficiale dai vertici nazionali e regionali del partito.  «La consacrazione del nostro gruppo - sostiene Fabbri - è arrivata alla fine di un percorso che ha seguito le norme interne ed ha alla fine avuto l'avallo della dirigenza nazionale e regionale. Il gruppo dei sette guidati da Dinelli non ha invece mai avuto riconoscimenti dagli organi superiori».  Ma anche se Dinelli e soci dovessero formare comunque una forza autonoma, con un altro nome, per Fabbri non sono automaticamente fuori del partito:  «Il Pdl è nato con lo spirito di aprirsi ad altre forze che hanno gli stessi valori, alle liste civiche e alla società civile. Non è un caso che ci siano tesserati che militano in altri gruppi in consiglio comunale, ad esempio il vicesindaco Giovanni Pierami, leader di Per Lucca, e il consigliere Pietro Fazzi, a capo della lista Liberi e Responsabili. Dinelli e gli altri sei restano quindi tesserati, nessuno intende buttarli fuori».  Sempre che mantengano fede alle dichiarazioni di appartenenza alla maggioranza di centrodestra e di leale sostegno al sindaco Mauro Favilla:  «Prese di posizione di segno contrarie a quelle decise dal Pdl si sono già avute, da parte del gruppo che fa capo a Dinelli, sia per la questione della cessione del complesso di S. Francesco, sia per la vicende delle nuove tariffe delle mense - aggiunge Fabbri -. Mi pare che comportamenti di questo genere siano in contraddizione con l'affermazione di voler far parte della maggioranza».  Fatto sta che nessuno, anche nel Pdl ufficilamente riconosciuto, si nasconde che i voti del gruppo dei 7 sono determinanti. Ecco perché anche Fabbri dà per probabile un possibile rimpasto di giunta, nel quale il gruppo di Dinelli possa trovare spazio e visibilità. Pochi ritengono peraltro che i 7 dissidenti siano destinati a rientrare nei ranghi, accettando di tornare nel Pdl ufficiale, anche se manovre di avvicinamento non mancano.  «Credo che il quadro definitivo si avrà a settembre - conclude Fabbri - anche se davvero dovesse arrivare il commissario».  Qualche tensione nel Pdl arriva pure dalla scelta del candidato per la presidenza della Provincia che dovrà sfidare Stefano Baccelli.  A Maurizio Marchetti tutti riconoscono il ruolo e il lavoro fatto per dieci anni a Palazzo Ducale, come anima dell'opposizione. Ma il via libera definitivo ancora non c'è. Anche perché c'è un'area nel Pdl che parla di assegnazione della candidatura per la Provincia a Dinelli o a Giuliana Baudone, mossa che potrebbe servire per arrivare ad un accordo che consenta al sindaco Favilla di lavorare tranquillo. Non è peraltro da dimenticare che un possibile candidato per Palazzo Ducale potrebbe essere anche l'ex sindaco Pietro Fazzi, rientrato a tutti gli effetti nel Pdl ufficiale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze