Il Tirreno

Lucca

Otto i colpi mortali sparati da Iacconi contro Ceragioli e Hilmer nell’azienda di Massarosa

Li ha finiti con un colpo di grazia alla schiena

<strong>FELICE. </strong> Jan Hillmer con la moglie durante il Capodanno del 2010
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FELICE. Jan Hillmer con la moglie durante il Capodanno del 2010

Sconcertanti i primi accertamenti del medico legale, domani l'autopsia

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LUCCA. Uccisi con quattro colpi di pistola ciascuno che hanno attinto ad organi vitali con l'assassino che, con inaudita ferocia, si è accanito su di loro ormai esanimi a terra arrivando a sparare alla schiena per infliggere il colpo di grazia. È quanto emergerebbe nei primi accertamenti effettuati, per conto della procura, dal medico legale Stefano Pierotti sui cadaveri di Luca Ceragioli e Jan Frederik Hilmer. 

Ieri mattina il sostituto procuratore Enrico Corucci ha conferito l'incarico dell'esame autoptico all'anatomopatologo che eseguirà le perizie necroscopiche nella tarda mattinata di domani. Dai primi esami sembra che l'amministratore e il contabile della Gifas Electric siano morti praticamente all'istante come dimostrerebbero i fori d'entrata dei proiettili che hanno colpito Ceragioli e Hilmer alla testa e all'addome. Per quanto riguarda Paolo Iacconi, 51 anni, l'omicida-suicida - oltre all'autopsia - il medico legale effettuerà dei prelievi sanguigni ed eseguirà esami tossicologici.

Il magistrato vuole capire se il rappresentante di Sacile ha assunto farmaci o sostanze stupefacenti prima di portare a compimento il suo folle gesto. Il dottor Corucci, attraverso le forze di polizia, è in contatto costante con l'autorità giudiziaria di Pordenone e con i carabinieri per saperne di più sulla personalità dell'omicidia.

La perquisizione effettuata nel suo appartamento alla ricerca di una lettera che spiegasse i motivi del folle gesto ha dato esito negativo. È emerso però che il rappresentante licenziato per tre anni era stato in cura al centro d'igiene mentale dell'ospedale di Pordenone e in due circostanze, nel 2007, aveva cercato di suicidarsi. 

Jan Frederik Hilmer, 33 anni, contabile, dal 2006 abitava in via Francesconi a San Concordio con la moglie e da 20 giorni era padre di Tommaso. Faceva parte dell'Associazione Cittadini del Mondo e a Capodanno 2010 con la consorte Elisa Pierotti aveva partecipato alla cena a casa del maestro d'orchestra Vijay Pierallini.

Cornelia Henkel, connazionale della vittima e presidente dell'associazione culturale, ricorda Jan Frederik ed esprime la sua profonda costernazione per la tragedia che ha colpito la sua famiglia e i suoi cari: «La morte prematura è sempre difficile da accettare, ma un dramma insensato come quello accaduto ieri lo è ancora di più. Jan è stato un caro amico, stimato e benvoluto da tutta la nostra comunità.

Lo ricorderemo per la sua positività, la sua gentilezza e per la sua disponibilità: una persona con cui era bello stare assieme e che, impegni permettendo, dava un forte sostegno alle nostre iniziative. Durante l'ultima Luminaria di Santa Croce ha voluto portare il nostro stendardo per la maggior parte della processione e l'ultima volta che lo abbiamo visto abbiamo brindato all'imminente nascita del figlio. Ci stringiamo quindi con profondo affetto attorno alla famiglia, alla moglie Elisa Pierotti e al piccolo Tommaso, nato meno di un mese fa».

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