Sicurezza
Tre rumeni bloccati su un’auto da poco rubata a Monsummano dopo un lungo inseguimento in periferia
Furti, fermata una banda di sospetti
La polizia ritiene di avere elementi per risalire ai colpi al Bar Catelli e al Bar Trio
3 MINUTI DI LETTURA
Da una Ford Escort station wagon rubata venerdì sera alle 23,30 a Monsummano da tre rumeni di 19, 27 e 30 anni finiti dietro le sbarre la polizia conta di poter arrivare agli autori dei recenti furti notturni al bar Catelli e al bar Trio.
Per esigenze investigative i nomi del terzetto - che verrà processato domani in tribunale a Pistoia - non sono stati forniti. La polizia invece ha ritenuto utile pubblicare le foto dei rumeni nella speranza che qualche cittadino possa averli notati aggirarsi in Lucchesia nei giorni precedenti i furti nei locali di San Vito e Monte San Quirico che fruttarono soldi e biglietti della lotteria istantanea. Collegamenti tra gli arrestati e il muratore rumeno - autore con altri tre connazionali del colpo al Catelli - preso dalla volante e condannato a due anni e 8 mesi di reclusione dal giudice? L'ex liceale in carcere non parla, ma nei prossimi giorni personale specializzato dell'ambasciata rumena a Milano si recherà a San Giorgio.
GLI ARRESTI Sono le 23,30 a Monsummano quando la moglie del proprietario di una vecchia Ford Escort parcheggiata sotto casa e intenta a stirare sul terrazzino nota tre persone che entrano in macchina, mettono in moto e si allontanano a forte velocità. La donna ha appena il tempo di avvertire il marito e chiamare il 113. Una e mezzo di notte. La vecchia station wagon percorre viale Marti e passa davanti a una pattuglia della polizia. Gli agenti s'insospettiscono e la seguono. Il conducente prima cerca di seminare la volante, poi si ferma e finge di chidere informazioni sulla strada che conduce in Garfagnana. Attraverso la sala operativa viene indicato il numero di targa della macchina che non appartiene al terzetto. Ogni tentativo di spiegazione cade nel vuoto quando emerge che la Ford Escort è stata rubata. Scatta così l'arresto.
CHIAVI MISTERIOSE Nelle loro tasche vengono trovate delle chiavi. Aprono le porte di un residence a Montecatini che gli inquirenti ritengono potesse servire come sede logistica o base d'appoggio di rumeni che provengono fuori Toscana e che formano gruppi diversi ed eterogenei in grado di compiere furti notturni nei bar a caccia di soldi e «Gratta e Vinci» da ricettare. Per la polizia i tre finiti in manette per il furto dell'auto avevano tutta l'aria di essere in missione agendo come basisti alla ricerca di locali adatti per mettere a segno i colpi e fuggire indisturbati.
BAR SVALIGIATI Per le forze dell'ordine i recenti furti al Catelli e al Trio potrebbero avere la stessa matrice rumena. Non si tratterebbe però di organizzazioni complesse radicate magari all'estero. Ma di gruppi che si muovono di volta in volta sul territorio nazionale avendo però salde radici in Italia (lavoro, famiglia) e usando il furto e la ricettazione come modo per arrotondare e sbarcare il lunario.
Per esigenze investigative i nomi del terzetto - che verrà processato domani in tribunale a Pistoia - non sono stati forniti. La polizia invece ha ritenuto utile pubblicare le foto dei rumeni nella speranza che qualche cittadino possa averli notati aggirarsi in Lucchesia nei giorni precedenti i furti nei locali di San Vito e Monte San Quirico che fruttarono soldi e biglietti della lotteria istantanea. Collegamenti tra gli arrestati e il muratore rumeno - autore con altri tre connazionali del colpo al Catelli - preso dalla volante e condannato a due anni e 8 mesi di reclusione dal giudice? L'ex liceale in carcere non parla, ma nei prossimi giorni personale specializzato dell'ambasciata rumena a Milano si recherà a San Giorgio.
GLI ARRESTI Sono le 23,30 a Monsummano quando la moglie del proprietario di una vecchia Ford Escort parcheggiata sotto casa e intenta a stirare sul terrazzino nota tre persone che entrano in macchina, mettono in moto e si allontanano a forte velocità. La donna ha appena il tempo di avvertire il marito e chiamare il 113. Una e mezzo di notte. La vecchia station wagon percorre viale Marti e passa davanti a una pattuglia della polizia. Gli agenti s'insospettiscono e la seguono. Il conducente prima cerca di seminare la volante, poi si ferma e finge di chidere informazioni sulla strada che conduce in Garfagnana. Attraverso la sala operativa viene indicato il numero di targa della macchina che non appartiene al terzetto. Ogni tentativo di spiegazione cade nel vuoto quando emerge che la Ford Escort è stata rubata. Scatta così l'arresto.
CHIAVI MISTERIOSE Nelle loro tasche vengono trovate delle chiavi. Aprono le porte di un residence a Montecatini che gli inquirenti ritengono potesse servire come sede logistica o base d'appoggio di rumeni che provengono fuori Toscana e che formano gruppi diversi ed eterogenei in grado di compiere furti notturni nei bar a caccia di soldi e «Gratta e Vinci» da ricettare. Per la polizia i tre finiti in manette per il furto dell'auto avevano tutta l'aria di essere in missione agendo come basisti alla ricerca di locali adatti per mettere a segno i colpi e fuggire indisturbati.
BAR SVALIGIATI Per le forze dell'ordine i recenti furti al Catelli e al Trio potrebbero avere la stessa matrice rumena. Non si tratterebbe però di organizzazioni complesse radicate magari all'estero. Ma di gruppi che si muovono di volta in volta sul territorio nazionale avendo però salde radici in Italia (lavoro, famiglia) e usando il furto e la ricettazione come modo per arrotondare e sbarcare il lunario.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
