Proteste
Per il vice questore devono essere installate cancellate e telecamere nella zona del prefiltraggio
«Stadio chiuso se non è sicuro»
L.T.
Ma il Comune non può spendere 200mila euro per la messa a norma
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LUCCA. Da una parte il Comune di Lucca, dall'altra la Questura. Oggetto del contendere: le misure di sicurezza al Porta Elisa in vista dell'inizio della nuova stagione calcistica che vede i rossoneri partecipare al campionato di Prima Divisione. Dove affronteranno derby infuocati e sentiti contro Viareggio, Spezia e, in caso di ripescaggio, Pisa. Francesco Di Ruberto, 53 anni, salernitano, da 30 in polizia e dal 25 giugno scorso vice questore in luogo di Armando Nanei passato vicario a Genova, nei giorni scorsi ha incontrato due tecnici del comune di Lucca e un rappresentante della società calcistica e ha effettuato un sopralluogo al Porta Elisa. Come autorità di pubblica sicurezza ritiene insufficienti le attuali difese passive dello stadio. Vuole che vengano installate in via dello Stadio e in via Gramsci - oltre alle cancellate metalliche alte 2 metri e mezzo, dotate di varchi e fissate a terra e smontabili a fine gara lare in via - un impianto di videosorveglianza esterno nella zona del prefiltraggio in modo da riprendere a mezzo busto o a figura intera chi entra nell'impianto di gioco. BOTTA E RISPOSTA Una decisione che lascia di sale soprattutto l'assessore allo sport, Lido Moschini. Perchè per realizzare quanto chiede il vice questore servono quasi 200mila euro. E il Comune non può farvi fronte. Non ci sono soldi: altrimenti chi la sente la Corte dei Conti? «Con Nanei eravamo d'accordo. - dice Moschini - Oltretutto a settembre sarà approvata la variante al piano regolatore per partire con la ristrutturazione del Porta Elisa. Non capisco questa mancanza di flessibilità da parte della questura». Ma il vice questore Di Ruberto non fa una piega: «L'assessore faccia l'assessore io faccio il poliziotto e non voglio restare con il cerino in mano nel caso di problemi di ordine pubblico all'interno dello stadio. Oltretutto quest'anno sono in programma sfide molto sentite dalla parte più calda della tifoseria. Comunque non ne faccio certo una questione di principio. C'è una commissione di vigilanza che alla fine decide e mercoledì ci sarà la riunione dell'ordine e sicurezza pubblica nel corso della quale affronteremo il problema con assoluta serenità e trasparenza. La ristrutturazione del Porta Elisa? È un progetto futuro. A noi interessa quello che può accadere in questa stagione calcistica perchè il Comune è proprietario dell'impianto, ma noi siamo responsabili della sicurezza e dell'incolumità di chi assiste a una partita di calcio. Ripeto, allo stato mancano tutta una serie di condizioni minime di sicurezza tra l'altro imposte anche dall'Osservatorio Nazionale». RISCHIO CHIUSURA L'assessore Lido Moschini non usa mezzi termini: «Se ci impongono certe spese siamo costretti a chiudere lo stadio e a far giocare la Lucchese altrove. Spero però nel buonsenso di tutti: dal prefetto al questore. In fondo in questi ultimi due anni gli sportivi rossoneri si sono contraddistinti per il fair play e la sportività riconosciuta da avversari e federazione. Certi personaggi che hanno gettato discredito sul tifo sono stati allontanati e sono soggetti a Daspo». Non resta che attendere mercoledì per capire come finirà la «querelle».
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